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"Auto-aiuto" metodologia del recupero attraverso il Programma di Alcolisti Anonimi

Auto-aiuto, parola chiave, grimaldello necessario per scardinare la diffidenza dell'alcolista verso coloro che ci vogliono aiutare.
Finalmente abbiamo a che fare con persone che non ci appaiono più come una controparte dalla quale istintivamente ci dobbiamo difendere e pertanto continuare ostinatamente e contro ogni evidenza a negare l'esistenza di un problema legato all'abuso di alcol.
L'intuizione vincente di Bill e Bob è stata quella di rendersi conto che solo individui che abbiano un problema comune sono in grado, parlandone, se non di risolverlo, almeno nell'immediato, di cominciare ad affrontarlo con un approccio positivo.
A tal proposito è significativo il passo del film "Un cuore per cambiare" nel quale Bill per riempire un lasso di tempo in cui non aveva nulla da fare, a causa del rinvio di un incontro di lavoro, si trovò a passeggiare nervosamente davanti al bar dell'albergo in cui alloggiava, siccome non voleva tornare a bere, ebbe l'idea di telefonare ai parroci ai pastori di varie Chiese per cercare un alcolista con cui parlare, avuto l'indirizzo di Bob, allora un perfetto sconosciuto, si recò dallo stesso, il quale mostrò insofferenza e disse chiaro e tondo che aveva acconsentito a quell'incontro solo per compiacere il prete che lo aveva contattato.
Arrivato il momento di salutarsi Bob ringraziò Bill della visita, a quel punto Bill gli disse che non era il caso anzi era lui a dover essere grato a Bob per avergli permesso di rimanere sobrio in quel frangente.
Quelle poche parole suonarono talmente strane, diverse, inusuali, alle orecchie di Bob che pregò Bill di tornare a sedersi, questa volta era lui a decidere, e finì che parlarono tutta la notte.
Questa in estrema sintesi e l'atto fondante di A. A.
Questo riassume, per chi scrive, tutta la filosofia di A. A., ovvero l'incontro di individui che hanno, pur con sfaccettature diverse, un problema comune, che usano un'unica lingua, che sanno di quello di cui stanno parlano perché hanno un'esperienza comune, che non giudicano, che non impongo soluzioni, che non lanciano ultimatum, ma si limitano attraverso l'esposizione della loro testimonianza a trasmettere la loro esperienza, a quanti vorranno ascoltarla, su come hanno potuto smettere di bere e soprattutto a continuare a non bere giungendo così ad una sobrietà, non astinenza, continuativa e serena, fatta di tante 24 ore che sommate diventano giorni, settimane, mesi ed anni.
È fondamentale per l'alcolista avere chiaro il principio che le decisioni che assumerà, a riguardo del suo problema, sono esclusivamente il frutto del suo desiderio di smettere di bere, poiché nessuna ingerenza esterna, ribadisco è un opinione strettamente personale di chi scrive, ha la concreta possibilità di far ottenere ad un alcolista una sobrietà serena e continuativa.
Certo gli artifici, le minacce ect. posti in essere dalla famiglia, dai parenti dagli amici dalla medicina, possono in qualche modo far smettere di bere l'alcolista, ma solo con la bocca.
Però, nessuno dei soggetti sopraccitati potrà affrancare l'alcolista dall'ossessione alcolica, certo sarà astinente, ma la sua vita sarà un inferno perché comunque il suo pensiero sarà rivolto costantemente all'alcol e certamente appena ne avrà l'occasione, e creare occasioni e un'arte nella quale eccelle, qualcosa trangugerà e lo farà con rabbia e ciò moltiplicherà la sua rabbia e alimenterà il desiderio di continuare a farlo.

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6 commenti:

  • Aedo il 02/11/2008 11:36
    Uno scritto che ho apprezzato veramente. Ci vuole tanta forza interiore, per liberarsi da una schiavitù, che è fisica e mentale. Bravo!!!! Solo mettendo in comune le proprie emozioni con chi affronta lo stesso problema, si possono ottenere vittorie.
    Ciao
    Ignazio
  • John Barleycorn il 11/09/2008 00:55
    l'ho letto di corsa ma credo di averlo già capito tutto.
    profonda ammirazione per chi capisce che senza un'aiuto esterno non se ne esce. vero che l'alcolista non guarisce, resta sobrio. La rinuncia all'alcol spesso rivoluziona la vita, nella maggior parte in meglio. Purtroppo una piccola parte in peggio.
    Comunque ottima testimonianza, non aver paura di maniferstarsi.
    la verità ci rende liberi.
    Un saluto
  • Riccardo Brumana il 08/09/2008 22:35
    un racconto che mi ha lasciato qualcosa dentro.
    ho avuto un amico che era in comunità per liberarsi da un altro tipo di demone, ora non lo sento più è andato in America non appena si è sentito abbastanza sicuro "da camminare con le sue gambe", a volte mi chiedo come stia da sei anni non ho più sue notizie... ma questa è un'altra storia.
    la tua è una testimonianza vera forte e cruda, un saggio che mi sentirei di consigliare senza remore. inutile dire bello o bellissimo o scritto bene, per certe cose non servono valutazioni, come per certe occasioni non servono parole, solo un sorriso e una pacca sulle spalle.
  • IGNAZIO AMICO il 17/07/2008 00:01
    Piacevole ed originale, ben scritto. Bravo.

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