PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

La Cisterna

PREMESSA

Fatti e circostanze narrati in questo racconto, così come i personaggi e i loro nomi, non sono frutto della fantasia dell'autore e tutto ciò che viene descritto è realmente accaduto
_________________________________________________________________
Erano alcuni mesi che Ettore abitava la sua nuova casa. Era calda, accogliente. Non una reggia, beninteso, ma era esattamente ciò che desiderava e non avrebbe ambito a niente di meglio.
Era un giorno, quello, esattamente uguale a tutti gli altri. Alle prime luci dell'alba Ettore si sarebbe svegliato e, esattamente come da sempre faceva, avrebbe avuto la sua colazione insieme alla compagna e trascorso il resto della giornata oziando e dormendo, intervallando quel niente perpetuo, a qualche tuffo... Tanto per spezzare quella monotonia della quale, pure, sembrava non accorgersi affatto.
Tutta la vita così.

Ma quel giorno, apparentemente identico a tutti gli altri, sarebbe successo qualcosa che in futuro Ettore avrebbe potuto raccontare. Qualcosa che avrebbe spezzato la monotonia quotidiana per un po', magari proprio prima di rigettarlo in quel niente perpetuo fatto di ozio, di gozzoviglie e di qualche tuffo.
Esattamente durante uno dei suoi momenti di relax successe qualcosa. Non ebbe il tempo di capacitarsene. Non ebbe modo di reagire. Non ebbe tempo di realizzare che... Fu, suo malgrado, proiettato in un nuovo ambiente, completamente e incredibilmente diverso dalla sua accogliente e calda casetta.

Adesso si ritrovava, completamente nudo, in quella che aveva tutta l'aria di essere un enorme cisterna colma d'acqua. Non era una vera e propria cisterna poiché era piuttosto bassa e il diamentro piuttosto esteso. Le pareti erano levigate e lisce, ed avrebbero impedito qualsiasi tipo di appiglio. L'acqua era ghiacciata, nonostante una sorta di meccanismo posto sul fondale sembrava poter regolare termicamente la temperatura interna dell'enorme catino. Dopo qualche istante, e materializzandosi esattamente allo stesso modo che era capitato a Ettore, la sua compagna lo raggiunse, anch'essa completamente nuda e ignara e inconsapevole di ciò che stesse realmente succedendo.
Dopo l'iniziale disorientamento Ettore e la sua compagna, iniziarono a cercare una via di uscita. Una via di fuga. L'acqua era freddissima. I due arrancavano con foga e sembravano quasi ignorarsi, nel vacuo tentativo di scavalcare il bordo della cisterna e guadagnare una improbabile via di fuga (cosa c'era all'esterno della cisterna? Chi o cosa avrebbero incrociato lì fuori?)

Dopo qualche minuto, e durante gli infruttuosi tentativi di scavalcarne i bordi, la vasca fu invasa da un'infinità di putride e marcescenti carcasse di molluschi, pesci, crostacei, e larve di mosche. L'acqua fu in brevissimo tempo contaminata. L'odore era nauseabondo. In pochi istanti tutta la superficie del catino fu ricoperta da carogne galleggianti.

123

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti: