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Cambiamenti

Io sono un uomo ipersensibile, sono un Poeta. E un poeta è uno che vede molto in profondità, che sente con maggior intensità.
Perciò non posso essere felice nella vita. Non sono come gli uomini normali, quelli che mangiano, che montano e dopo sono soddisfatti.
I Poeti vogliono di più; chiedono di più; si interrogano di più; osservano e criticano di più. Sono uomini problematici, complessi, introspettivi, che non si accontentano di una visione superficiale della Realtà. E così scoprono i difetti, i microbi, le incongruenze, e perciò soffrono.
Con la loro sensibilità acuta, i Poeti scavano sotto la superficie della Realtà, frugano nelle emozioni, nei sentimenti, negli altri e dentro loro stessi.
Talvolta, quando scopro le brutture della Vita, vorrei non averle mai scoperte. Ma la realtà è superiore a qualunque illusione. E allora scarto, allontano, discrimino, separo.
Ho scartato l'amicizia, l'amore, le donne, il sesso Scartando il sesso, l'amore e le donne, che cosa resta?
Ho scartato Dio, le religioni, l'arte, le ideologie. Scartando tutto questo, che cosa resta? Che cosa resta? Ma devo scartare queste cose, devo rifiutarle poiché sono false, sono trappole vili e pericolose.
Ho scartato la famiglia, il lavoro, il denaro, la vita
E adesso che cosa resta? Restano i ricordi, a cui aggrapparsi.
Perché la realtà non è stabile, è un perpetuo fluire, un eterno cambiamento. E questo è proprio quello che rimane: il cambiamento, il doloroso cambiamento.

Giugno 2003

 

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