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Maturità

In quella casa abitava Fiammetta. Là abitava Valeria. Quante belle ragazze ho conosciuto; quanti amori finiti, quanti amori falliti.
Perché? Perché ero un giovane dotato di troppa immaginazione. Caricavo le donne con doti inesistenti e dopo la Realtà mandava tutto in frantumi.
Adesso sono innamorato di Roberta. Affronto lotte, problemi, sacrifici per riuscire a vivere insieme a lei. E finalmente ci riesco.
Dopo alcuni mesi scopro che la vita insieme a Roberta è un vero inferno. Non è possibile andare d'accordo. Maschi e femmine parlano due lingue differenti, vogliono cose differenti. Quando desidero fare l'amore Roberta è indisposta. Quando sono allegro lei è triste; quando vorrei fare una gita lei è stanca Dopo un anno scopro che Roberta è una creatura malvagia, perfida, egoista.
Una sera mi sento triste e vado a passeggiare da solo in un giardino. Là conosco Jessica. È una ragazza bionda, angelica, comprensiva che promette tanta felicità Nelle settimane successive ci incontriamo ancora, furtivamente; poi abbiamo rapporti clandestini.
Finalmente mi separo da Roberta e vado a vivere con Jessica.
L'esperienza con la prima donna non è stata sufficiente e adesso la storia si ripete. La vita insieme a Jessica è fatta di litigi, rancori, incomprensioni.
A questo punto ho bisogno di una terza esperienza, cioè di una terza donna per imparare la lezione? No. Adesso basta!
Chiudo completamente con le donne e cerco rifugio negli amici. Ma gli amici sono opportunisti, falsi e sfruttatori. Quando sono generoso gli amici accorrono; quando ho bisogno di aiuto gli amici scompaiono.
Come ultima soluzione cerco rifugio nella famiglia, fra genitori e parenti; là da dove ero fuggito quando avevo venti anni.
Ma è difficile, anzi impossibile andare d'accordo con i familiari. Litigi, incomprensioni, fraintendimenti sono giornalieri e inevitabili.
Rimane l'ultima alternativa, la solitudine. Perciò vado a vivere da solo in una casetta. La solitudine: piacevole all'inizio, che però lentamente si trasforma in lunghe ore vuote e tristi. E in quei momenti, quando ho in mano il rasoio, guardo la lama luccicante e provo il desiderio di tagliarmi la gola.
La vita continua, peggiorando sempre di più perché la giovinezza si allontana.
Adesso so che nella solitudine della vecchiaia sarò gravato dai rimorsi, litigherò con me stesso e non riuscirò più a sopportarmi.

Marzo 2003

 

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1 commenti:

  • Ettorina Gerbelli il 30/05/2010 18:01
    Quando si è giovani e immaturi, si prende ogni cosa con leggerezza. non vogliamo riflettere, non vogliamo aspettare e ci buttiamo o capo fitto nelle acque tumultuose della vita senza pensare alle conseguenze della nostra impulsività.

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