accedi   |   crea nuovo account

IL MIO BILIARDO

Più che un racconto è un omaggio, anche se non mancano episodi e personaggi, spero non annoierà troppo chi si avventurerà nella lettura, pur non appartenendo a questa …. setta.

* * *

Spiegare il biliardo è un’impresa complicata, non a caso tutti quelli che ci hanno provato hanno usato il condizionale, non solo per analizzarne storia e origini, ma spesso anche per raccontare situazioni e aneddoti recenti. Il biliardo ha ispirato scrittori, pittori, grandi registi, non ha una data di nascita certa, anche se le prime tracce risalgono (o vengono fatte risalire) alle origini della civiltà, qualcuno sostiene che abbia albori plebei, altri scommettono sulla sua nobiltà, producendo, come prova, tavoli scolpiti, veri capolavori d’artigianato riconducibili a Luigi XV (Maria Antonietta era una giocatrice accanita); la letteratura di quei tempi è ricca di storie, aneddoti, amori, tradimenti, intrighi, con il biliardo a fare da sfondo; molti hanno addirittura tentato di appioppargli poteri misteriosi, se non addirittura occulti, non la pensava così Pio IX, che nel 1846 fece installare un tavolo in Vaticano (il biliardo è stato per un lungo periodo l’unico gioco ammesso nella Città Santa), contribuendo ad aumentarne la fama. Nemmeno oggi però manchiamo di originalità, sono rimasto incredulo leggendo il risultato di uno studio “scientifico” condotto dal dr. Rolf Lapoi, che, dopo aver esaminato oltre quattrocento persone (uomini e donne) impegnate al biliardo (il gioco consisteva nel colpire la palla da posizioni particolari, utilizzando una normale stecca…), ha stabilito che le lesbiche sviluppano uno speciale rafforzamento dei centri di consapevolezza nel cervello, rendendole particolarmente adatte ad attività dove sia richiesta precisione e capacità decisionali.

Il grande scrittore canadese Morderai Richler, studioso e grande appassionato di snooker, sosteneva che il biliardo è un gioco troppo serio per lasciarlo ai cronisti sportivi e se qualcuno si prenderà la briga di leggere il suo libro (Il mio biliardo edito da Adelphi), non potrà che dargli ragione.

Il mio biliardo (quello di questo racconto) è diverso, molto diverso, anche se mi rendo conto di fare un’affermazione astrusa e forse contraddittoria, il biliardo è uno solo e le diverse versioni, i correttivi, le invenzioni, i tanti giochi inventati, non cambiano questa realtà, ha attraversato i secoli, si è adeguato agli usi e ai costumi, è sopravissuto alle mode. La diversità che richiamavo é di altra natura, il biliardo protagonista di questo racconto (i protagonisti sono tanti, alcuni citati, altri sfiorati appena, altri ignorati, sta a chi legge individuarli, riconoscerli, farli vivere), non muove interessi milionari come lo snooker, non entra nei palinsesti della televisione, non conosce gli sfarzi di San Remo o di S. Vincent; vive soprattutto nelle periferie, nei bar di paese, nei circoli, spesso sottovalutato, considerato quasi con disprezzo, anche dagli stessi addetti ai lavori.

12345

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

12 commenti:

  • Ciccopollo Alce il 23/11/2008 11:44
    Concordo con maria lupo, affascinante!!! Bravo
  • Aedo il 14/09/2008 19:37
    Non sono un intenditore di bigliardo, ma mi hai fatto nascere un certo interesse per questo gioco. Bravo!!!
    Ignazio
  • Riccardo Brumana il 07/09/2008 03:08
    non si può certo definire un'esposizione obbiettiva visto che sei un appassionato di bigliardo e parli di... bigliardo e probabilmente non vuole nemmeno esserla. credo che ogni sport se raccontato da un appassionato appaia unico e per alcuni versi il migliore. personalmente a bigliardo ho fatto un paio di partite ma non è mai scoccata la scintilla della passione, per questo la prima parte del racconto-omaggio mi è passata un po' lentamente, la seconda è andata meglio, in quanto hanno preso parte personaggi che hanno creato una storia seppur a piccoli episodi. il fatto è "e parlo da lettore" che prima di sapere che fine hanno fatto i personaggi dovrei prima avere la possibilità di "affezionarmi" a loro, la domanda "che fine avranno fatto?" dovrebbe nascere in me prima che essermi fornita... ovviamente sono pareri personali.
    ma forse quando scrivevi questo racconto-omaggio avevi già in mente le persone che l'avrebbero letto, che sapevi già essere informate su alcuni aspetti e quindi te la sei sentita di trascurarli...
  • Maria Lupo il 06/08/2008 00:32
    Mi piace molto, è scritto con cura e direi con affetto.
  • Marta Niero il 02/08/2008 23:58
    ivan, grazie...
    con questa dedica ti perdono tutto: sia la millefoglie con crema calda che il trancio di margherita, anche con le cipolle per accontentare fulvio, pure ripassate sulla piastra, come per i clienti vips..
    e nonostante continui a odiare con tutto il cuore la spina delle bibite, vi concedo, nessuno escluso, una birra grande.
    la stanchezza mi rende troppo buona,
    vado a dormire
    ivan lo so che non è un commento..
    ma della tua magia ne abbiamo già parlato..
    baci
  • nicoletta spina il 02/08/2008 23:17
    Mi ha sempre affascinata questo gioco, anche se non ci ho mai capito molto.È strabiliante come tu sia riuscito a parlare
    del gioco e di tante altre cose. Sei meraviglioso!
  • Anonimo il 02/08/2008 22:25
    Il fascino del biliardo o quello della penna di Ivan?
    Come dice Massimo, non avrei immaginato di appassionarmi tanto a questa lettura. Io giocavo a boccette perchè nel locale che frequentavo avevano deciso di risparmiare la spesa delle stecche.
    Adesso il biliardo è anche nella nostra Tv (su Sky). Io lo scoprii in Tv vent'anni fa, nei miei primi viaggi a Londra e la sera, in hotel, erano scorpacciate di campionati europei sino alle due di notte.
    Invece che a Fellini ho pensato ai racconti di Piero Chiara.
    Grazie Ivan.
  • Anonimo il 02/08/2008 18:58
    Ivan...!
    che meraviglia...

    a parte il fatto che ho capito un po' di più perchè quando ero ragazza il mio fidanzatino arrivava sempre tardi agli appuntamenti percnè doveva recuperare il sonno perso per giocare interminabili partite da campione...
    (però con le vincite poi ci si pagava le vaanze con me... e mi rifacevo!)

    Bravissimo Ivan!

    menomale che ci sei... tu e qualche altro...(pochini...)
  • Anonimo il 02/08/2008 18:23
    Bravo bravo bravo... Ivan. Che dire di più, per uno come me che ha perso un anno di scuola per il biliardo questo racconto mi ha fatto ritornare ai vecchi tempi. Io ero esagerato, giocavo sia a biliardo che a boccette... poi anche a bocce, sono andato ai campionati italiani. Per chi non lo sa boccette e biliardo hanno in comune solo il mezzo, due cose diverse avere la stecca in mano oppure le bocce...è sempre il punto che vince, l'accosto. Che dire poi del tuo modo di scrivere, con fulvio e Massimo sei il mio preferito... insieme a tutte le nostre donne, Lucia, Marta, Caterina, Lupoalato e Carla, bravissima, che non vedo più. Ciao e complimenti, gran bel racconto. Non so perchè ma mi ha ricordato Fellini, anzi ora che ci penso in Amarcord ha commesso un errore, in un paese qualsiasi c'è sempre una gran storia di biliardo e lui non l'ha messa nel film. Ne ho anch'io alcune. Giak

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0