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Che pasticcio, Babbo Natale!

"Fai quel che vuoi, ma stai attento!"
Babbo Natale era proprio ingordo e avido e così lo avevo avvertito di stare attento, ma... m'avesse dato retta!

Era stato un autunno duro. Come per magia il caldo aveva sconfinato l'estate, proseguendo oltre ottobre e novembre: la natura aveva rinunciato ai vestiti più belli e una serie di sconvolgimenti aveva modificato per sempre il ciclo delle stagioni.

Io gli avevo detto di stare attento: in dicembre non era già normale mangiare albicocche, tantomeno se queste albicocche sbocciavano dalle piante di fragole. Non era poi tanto normale assaggiare, a dicembre, le susine e le prugne che, per quanto buone, avevano color del cielo. Non era normale camminare e poi, d'un tratto, trovarsi sospesi a mezz'aria. Non era normale poter bere acqua da un arcobaleno che bucava una casa.

Io gli avevo detto, chiaramente, che avrebbe dovuto smettere. Ero certo che non avesse compreso ancora.
Dopo aver terminato l'abbuffata, fece con me un giro nei dintorni e, vedendo spuntare da un cancello una rosa, chiamò il propietario della casa e se la fece inviare per posta. Una rosa in dicembre?

Io gli sconsigliai di farlo. Inutile: poco dopo ci salutammo e ognuno tornò ai suoi affari.

Avevo fatto del mio meglio. Lo avevo ben consigliato.
E purtroppo sapevo che sarebbe accaduto.

Non passò molto tempo. Solo un giorno.
Ci fu un urlo fortissimo, uno strillo che eccheggiò ovunque.
Si udì veramente ovunque.

Sapete che era accaduto?
La Befana, moglie di Babbo Natale, aveva ricevuto in dono la rosa e si era punta un dito. Così aveva subito lanciato un urlo tremendo, perchè lei non conosceva le rose e le loro spine: dormiva tutto l'anno e si svegliava solo durante l'inverno.
Ma non era quello l'urlo uditosi.
Babbo natale le aveva raccontato degli sconvolgimenti che erano avvenuti sulla terra, della strana frutta mangiata e come avesse bevuto persino da un arcobaleno.
La befana allora aveva lanciato l'urlo.
Quell'urlo.
E per una giusta ragione!

Babbo natale era stato vittima di una pubblicità: per errore era finito in un libro di favole mal scritte, dove aveva incontrato me ed altri.
Ma a parte questo, babbo natale aveva incontrato me alla fine delle sue consegne, dopo aver portato tutti i regali in giro per un mondo di sola fantasia.

Quell'anno i bambini della Terra non ricevettereo nemmeno un regalo. A beneficiarne furono i bambini del mondo delle favole. D'altra parte, se quell'anno si fossero osservate bene le figure dei bambini nei libri illustrati, si sarebbe potuto notare un sorriso tra il divertito e il beffardo.

Che pasticcio, Babbo Natale!

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 30/05/2010 12:57
    La frutta, fa diventare Babbo Natale un po' stano, ma questo racconto ha la capacità , per me, di fare appartenere la favola alla festa, e la festa rivive in modo positivo.
  • Rocco Burtone il 08/07/2009 15:21
    Riccardo sei forte... fortissimo

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