PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti

1. Sempre di corsa!
6. 50: Sveglia! 5minuti.. ancora 5 minuti…
Apro gli occhi e… che trauma! Le lancette della sveglia hanno già cambiato posizione e già segnano le 7. 10! Devo alzarmi per andare al lavoro e... devo pure sbrigarmi!
Penso a cosa devo mettermi …gonna, scarpe col tacco, eh sì, ogni tanto ci vuole.
Con gli occhi ancora chiusi vado in cucina per la colazione, sperando di riacquistare un po’ di lucidità; tè e biscotti quasi mai sono sufficienti per mettermi di buon umore, ma ogni tanto vale la pena tentare con un biscotto in più.
Se dovessi trovare una motivazione per iniziare la giornata appena apro gli occhi, credo che rimarrei lì almeno per buona parte della mattinata.
Quindi, dopo aver nuovamente realizzato che il tempo non è di certo mio alleato, vado al bagno di corsa, doccia rapida, mi infilo le calze e… oddio un filo tirato! Non c’è tempo per cambiare le calze, meglio mettere il solito pantalone nero (il nero poi va su tutto, no?) con stivali ed esco con borsetta e cestino per il pranzo in una mano, cinta dei pantaloni e pettine nell’altra mano. L’ombrello chiaramente lo prendo solo il cielo è molto scuro o se già piove. D'estate, si fa prima: ho un capo in meno da infilare e scarpe senza lacci.
Davanti casa c’è già mio padre che mi aspetta con la macchina in mezzo alla strada, pronto per la partenza.
Se è una di quelle mattine ok, in macchina riesco oltre a concentrami per pettinarmi, anche a mettermi il fondo tinta (se non altro per coprire le occhiaie e non spaventare pendolari e capotreno). Se, invece, è una di quelle tante mattine no (e immagino capiate a cosa mi riferisco), il trucco lo faccio sul treno, tra la Stazione di Roma Prenestina e quella di Roma Tiburtina, tanto gli “amici” pendolari ci si sono abituati.
Il più delle volte il treno è in ritardo e allora penso che, in fondo, sono fortunata, anch’io ho il mio angelo custode.
Poiché prendo quasi sempre il treno al volo, Lenny mi riconosce “poteri speciali”, come se fossi preveggente o avessi come delle conoscenze “importanti” nelle Ferrovie.
Arriva il treno, all’arrembaggio dei postiiii!
E così il treno parte, carico di speranze, illusioni, delusioni, sogni, desideri, aspettative...
L’arrivo del treno alla stazione Tiburtina, non è sempre assicurato, ma in linea di massima, con ritardo, lo è. In prossimità dell'arrivo del treno alla Stazione Tiburtina, una voce annuncia “Si avvisano i signori viaggiatori che il treno tra pochi minuti arriverà alla Stazione di Roma Tiburtina, stazione di fine corsa. Le Ferrovie ringraziano e sperano di vedervi presto sui nostri treni” ma quest'ultima frase suona tanto di presa in giro e così quasi sempre è seguita da un commento sarcastico di qualche pendolare.
Arrivati alla Stazione Tiburtina, si deve decidere quale treno prendere per arrivare alla Stazione Termini: treno delle 8. 36, 8. 44... o 8. 50; quest’ultimo, sebbene sia un Eurostar, e non faccia quindi servizio viaggiatori (ossia non è possibile salire) alla Stazione Tiburtina, sfido io il capotreno a dirmi qualcosa, dopo che ho già fatto più di un’ora di viaggio.

123456789101112

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Aldo Occhipinti il 12/08/2008 01:58
  • Aldo Occhipinti il 12/08/2008 01:57
    La prima parte sembra un bel racconto da inviare a Trenitalia e all'ATAC (fanno concorsi? a Palermo, si: soprattutto L'AMAT - la seconda parte è molto più bella, a mio modestissimo parere, si vede che c'è cuore, trasporto e sincerità nelle "confessioni" delle esperienze sentimentali della protagonista-scrittrice. Comunque, complimenti - hai buon stile e scorrevolezza. :clap

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0