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Uno spacciatore

Carcere di Poggioreale " 8 agosto 2008 (biglietto consegnato ad un amico)

Uno spacciatore: questo sono adesso per loro. L’hanno decretato; e merito di stare rinchiuso in questa cazzo di cella. Solo perché mi hanno beccato a Scampia con un po’ d’erba " quattro striminzite buste di Skunk prese a dieci euro l’una " mi hanno trattato come un criminale! Sono entrati " intrusi maledetti " nella mia casa; nella stanza del Nonno; in quella di mia madre. Hanno rovistato tutto; buttato roba per terra con disprezzo e hanno persino rotto la vecchia cornice della foto di Ester, alla quale tutta la famiglia teneva tanto. Hanno trovato una pallina di fumo; a questo punto, spacciato: mi hanno sbattuto in questa fetida cella del Poggioreale. Io, che non ho mai venduto un grammo di fumo in vita mia. I miei parenti più prossimi sono in Svizzera, è un po’ che vivo da solo. È un cataclisma: dovrò stare chissà quanti giorni chiuso qua dentro e poi le attese… il processo… il rischio d’una condanna insensata e allucinante per spaccio. Che beffa della sorte! Ero lì lì per mollare questa fottuta Napoli per andare a lavorare in Svizzera, a Basilea. Adesso chi sa cosa sarà di me. Costretto a stare qui… chi sa per quanto tempo. Odio Napoli, odio questo posto maledetto; sono anni che cerco un lavoro… ci ho provato, con tutta la determinazione possibile, a svoltare; ma le porte mi si son sempre trovate chiuse. Ed ora sono pure un criminale; perché fumo un po’ d’hashish sono un criminale; con tutti i bastardi camorristi, ladri, scippatori, assassini che ci stanno in giro! (e che adesso dovrebbero esser qui al posto mio in questa prigione fetida e ammuffita). Stato maledetto: con la Giovanardi-Fini sono proprio fottuto. Che legge bastarda: tutte le droghe equiparate; e con pochissimo materiale ti sbattono in gabbia! Non so dove trovare forza; la già fragile costituzione della mia vita si sta sbriciolando. Che pensieri crudi e definitivi mi sovvengono! Bastardo stato. Bastarda società. Anziché aiutare le persone (dare opportunità di crescita, di lavoro, di speranza) ti spezzano le gambe! Che bella democrazia. Come può un giovane, oggi, in Italia e al sud soprattutto, riuscire a costruirsi un futuro, una famiglia, un perché? Non esiste più alcuna garanzia, alcuna assistenza. Il lavoro: al massimo lo trovi sottopagato e con contratti atipici sempre più allucinanti; il più delle volte in nero (non sono spacciatore, ma li capisco: rischiano il culo per campare). Mentre fuori costa tutto sempre di più; neanche il Pane si può più comprare: il prezzo aumenta d’un quarto ogni hanno! Chiaramente c’è chi se la passa benissimo, l’elite non manca mai in una democrazia che si rispetti, bastardi!
Hanno spento le luci, uno scorcio di luna filtra tra le sbarre. Non so più cosa scrivere; ho tanta paura di domani, avrei bisogno di una voce amica, di un conforto… ma sono solo. Non mi va di mollare però.

 

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