accedi   |   crea nuovo account

Le stagioni e gli amori

La mia storia d'amore con Pia si è svolta d'inverno. Ci siamo conosciuti a metà novembre, con le nebbie e l'odore dei cavoli marciti nei campi. Ci siamo frequentati durante tutto un lungo, meraviglioso inverno.
Pia era una ragazza bella e povera e, a quel tempo, anche io ero povero. Il nostro amore era segreto, perché contrastato, ostacolato, spiato da parenti e nemici. Il nostro amore aveva bisogno di rifugiarsi nelle nebbie ovattate, nei pomeriggi grigi, dentro cortili senza sole e nelle sere che arrivavano presto portando oscurità e gelo. Avevamo bisogno dei giorni corti, dell'oscurità che sopraggiungeva furtiva e mandava le persone a casa, rendendo deserte le vie.
Il nostro amore proseguì durante un gennaio secco e gelido, e una primavera ventosa e piovosa, profumata di calicanto.
Arrivò maggio ed eravamo ancora insieme. Ma ormai tutto il paese sapeva di noi ed era sempre più difficile incontrarci, sempre più difficile amarci; finchè fummo divisi.

****** ***** *****

Invece, il mio amore con Franca è stato un amore estivo. L'ho conosciuta alla prima, caldissima domenica di agosto, in un viale di tigli, alla sagra di mezza estate. Continuammo a frequentarci per tutto un settembre asciutto e afoso e anche durante ottobre.
Finchè l'inverno ci allontanò. In inverno Franca non era più la stessa ragazza conosciuta d'estate. I vestiti, l'espressione del volto, i colori, le emozioni tutto era cambiato, tutto era differente.
La prima neve ci separò. Io volevo la Franca dell'estate; io cercavo la Franca del sole bianco nei cieli azzurri che ormai non esistevano più. E così smisi di frequentarla.

****** ***** ********

Annamaria invece l'ho conosciuta in settembre. Quella era una domenica nuvolosa e da allora sono andato insieme a lei.
Nelle tristi giornate di ottobre, stavamo seduti sui gradini coperti di licheni di un vecchio palazzo. Guardavamo la distesa di campi, con le stoppie ingiallite dove soffiava il vento. Restavamo là, per ore, in quella solitudine, a piangere e a sognare.
Il paesaggio intorno era scialbo, smorto, pallido, sotto un sole basso.
Quell'amore durò solamente un paio di mesi e poi finì. Perché quello, era un amore d'autunno.

Luglio 2003

 

0
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • Antonello Gualano il 28/11/2006 11:35
    originale comparazione tra l'amore ed il passare delle stagioni. Racconto delicato e piacevole.
  • laura ruzickova il 14/11/2006 11:59
    un percorso a passi felpati e discreti lungo le stagioni

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0