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Rimpianti 2

Oggi, ho incontrato un amore giovanile, che apparteneva al passato. Oggi, lungo il marciapiede, ho incontrato Lisetta, che non vedevo da anni.
Da giovani, quando lei abitava qui, siamo stati innamorati. Poi lei si è trasferita, io ho conosciuto altre donne e da allora non l'ho più vista.
Lisetta mi racconta che quando è partita è andata ad abitare in un altro paese. Non si è sposata; è stata molto tempo in un ospedale; successivamente ha cambiato ancora paese. Adesso è tornata dai suoi parenti, per le vacanze.
Mentre sto vicino a Lisetta provo una emozione intensa, un piacere dolorosamente incrinato. La compagnia di Lisetta mi dà un piacere strano, un piacere masochista.
La guardo con più attenzione adesso: il suo bel corpicino è ingrassato; il visetto ha le rughe; nella sua chioma scura ci sono alcuni capelli grigi. Non è più lei, eppure è sempre lei. E allora sto qui, a parlare, a rievocare, ad ascoltare.
Camminando insieme arriviamo davanti alla casa dei suoi genitori. Che cosa è cambiato? Tutto e nulla. La casa è sempre la stessa. I cani sono cambiati. Al posto di un cespuglio adesso c'è un albero di fiori. Alcuni suoi parenti sono morti; alcuni vicini sono scomparsi Che cosa è la vita? Perché la vita?
I ricordi diventano ancora più intensi, ancora più nostalgici:
"Ti ricordi quel pomeriggio alla sagra di settembre? "
"Sì."
"Ti ricordi quella notte di maggio sotto al mio balcone?"
"Sì."
"E ti ricordi quella scampagnata in bicicletta?"
"Sì."
È come un coltello che penetra sempre più in profondità:
"E E "
"Sì Sì "
Ormai non servono più nemmeno le parole. Basta un cenno, basta uno sguardo per evocare universi di ricordi, sepolti sotto cumuli di anni.
Adesso sto male. Adesso mi sento male; ho rimorsi, rimpianti, rabbia per il tempo fuggito, per le occasioni perdute, per la giovinezza svanita. Eppure resto qui. Insieme al mio amore giovanile, uno dei tanti, durati solamente alcuni mesi.
Lisetta mi dice che fra una settimana ripartirà per ritornare nella fabbrica dove lavora. Mi dice il nome del paese, mi dice il suo indirizzo, la via dove abita. Mi prega di andarla a trovare qualche volta.
Le rispondo sì; anche se so che, dopo averci salutato con una stretta di mano, non ci rivedremo più.

Agosto 2003

 

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