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Le donne che feriscono

<< Immagina che ogni essere umano sia come una piccola fiamma, una luce che si muove nel tempo e nello spazio. Immagina che lasci dietro di sé una piccola scia luminosa. Che trama intricata e strana ne risulterebbe: esseri che si incontrano e poi di nuovo si separano. Delle fiamme si accendono, altre si spengono. Talvolta due piccole stelle, fatte una per l'altra, si incontrano e danno vita a una luce immensa e chiara >> Per Olof Ekstrom

Oggi mi trovo alla fiera di San Tommaso, sulla riva sinistra dell'Adige. Ci sono moltissime persone: bambini rumorosi, giovani tatuati, mariti e vecchietti semiparalitici. E ci sono tutti i tipi di donne: ragazzine attraenti, spose giovani e mature, mamme grasse con figli e rugose vecchiette.
Mentre mi aggiro fra i tiri a segno e le giostre, penso che sono fortunato a non essermi sposato. Se fossi sposato sarei qui, come tanti altri, con moglie da portare a spasso e marmocchi piagnucolosi.
Al tardo pomeriggio, quando il vento increspa l'acqua del fiume e il sole appare dorato sulla cima dei pioppi, improvvisamente vedo <<lei>>.
Ci sono alcune donne che colpiscono alla prima volta che le vedo, come questa. Capelli neri, ricciolini, un viso che ha qualcosa di magico, occhi penetranti e la bocca Mi piace anche il vestito che indossa, color rosa con disegni neri.
Chi è? Da dove viene? Non lo so. So solamente che mi piace da morire.
Assomiglia a qualcuna che conosco? Forse è la ragazza che ho conosciuto a Cologna? O ad Anson? Oppure a No! Non è nessuna di queste, anche se mi sembra di conoscerla da sempre. È la prima volta che vedo questa ragazza e, di colpo, per lei darei la vita.
La inseguo per alcuni passi. Anche lei si accorge di me e si volta per guardarmi. Il suo sguardo è affascinante, profondo e serio.
È l'occasione giusta per parlarle, per conoscerla. Ma mi manca il coraggio, mi sento svuotato, tremo e rabbrividisco. Che cosa le dico? Come mi presento? Fingerò di conoscerla? No, è un trucco troppo vecchio. L'approccio è più difficile perché non è sola, ma in compagnia di un'amica.
Alcuni passi e poi la perdo tra la folla rumorosa.
Allora, improvvisamente, divento ansioso di rivederla, divento disperatamente bisognoso di lei, del suo volto, del suo sguardo, della sua presenza. Incomincio a cercarla fra i baracconi profumati di frittelle e di pesce. La mia ricerca prosegue accompagnata dalla musica delle giostre, dai colori delle girandole, fra gli spari dei tiri a segno e la confusione della gente.
Arriva la sera e non l'ho ancora rivista. Prima di andarmene so che non la rivedrò più.
In questa domenica come tante, in un posto qualunque, per un attimo, due destini si sono incontrati; si sono sfiorati; e poi si sono separati, per sempre.

Settembre 2003

 

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