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Riflessione 1

È strano trascorrere le giornate degli uomini e veder vivere gli animali;come si muovono, come si comportano. Gli animali vivono senza credere in niente, tranne che in loro stessi. Dormono, mangiano, si muovono, qualcuno caccia per vivere, i più abili si riproducono e qualche volta giocano, sempre in funzione del dormire, del mangiare, eccetera. Gli animali si comportano così, per quello che sono, per come sono nati, ne più ne meno. Un uccello non vuole essere nient'altro che un uccello, un gatto solo gatto, una mucca... solamente una mucca. Il figlio di un gatto è un gatto, il figlio di un uccello è un uccello, ciò che gli accomuna è il vivere in equilibrio con il loro modo d'essere e quello degli altri. Ed è sorprendente vedere come tanta elementare perfezione venga stravolta con il semplice contatto umano. Un gatto domestico, un cane domestico imparano la felicità degli uomini, quella che viene solamente attraverso il contatto con le altre persone. Ma con essa apprendono anche tutto ciò che inevitabilmente rovina gli esseri umani. Gatti domestici che hanno nostalgia di libertà, cani divenuti una cosa sola con il proprio padrone che provano tristezza per ogni mancanza di affetto. Animali avviliti, come le persone, utilizzati da queste per sopravvivere, per compiacersi, infettando, come sempre, la natura con la propria imperfezione, plasmando esseri viventi a propria immagine, pretendendo sempre personale soddisfazione. Il figlio di una rana è una rana, ma nessuna rana vorrà mai diventare una rana.. lo è già,è quello che è.. questo gli basta. Il figlio di un uomo è un uomo, ma vorrà essere rana, gatto, cane, uccello, pecora, serpente... a seconda del contatto con i propri schizzofrenici simili... la ricetta dell'infelicità eterna.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 14/09/2008 21:38
    Interessante riflessione Roberto,
    proprio oggi, mentre con le mie due bimbe, guardavo un documentario sui comportamenti degli animali... riflettevo e pensavo che in fin dei conti, anche noi, se non ci fossimo fatti condizionare da troppi pregiudizi, saremo un po' come loro...
    ciao
    Angelica
  • Riccardo Brumana il 13/09/2008 02:13
    la ricerca spasmodica dell'uomo ha portato a grandi scoperte, ma anche a grandi disastri, è vero quello che dici, che lo si voglia ammettere o meno chi ama veramente gli animali non è chi ne ha per casa "poichè non è il loro amniente naturale" ma è chi non ne ha lasciandoli alla natura.

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