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Trabocchetti

Per motivi di lavoro ho conosciuto Floriana, una giovane dattilografa, bella, bionda, gentile.
Due o tre volte alla settimana passo dal condominio dove abita e consegno i testi da preparare per la tipografia oppure le dò indicazioni su come deve svolgere il lavoro.
All'inizio, fra noi c'è un muro di diffidenza. Lei è ben difesa dalla sua famiglia. All'inizio i nostri unici rapporti sono le poche parole dettate al citofono; poi deposito i fogli nella cassetta per la posta situata nell'androne.
Questo totale distacco dura tutto l'inverno.
Un giorno di primavera, qualcosa cambia. Mi aprono il portone e mi invitano a salire. Trovo la madre di Floriana ad attendermi davanti alla porta dell'appartamento, così consegno a lei le cartelle.
Passano altre settimane. Un giorno d'estate mi stupisco di vedere Floriana che mi apre la porta; accanto a lei c'è sua madre. Io consegno il manoscritto alla dattilografa, saluto e vado subito via.
Dopo altre settimane, madre e figlia mi fanno entrare in casa. Mi fanno sedere in salotto per parlare e bere il caffè.
Passa dell'altro tempo. Adesso rimango in salotto solo con Floriana. Sua madre è di là e non si fa vedere, non viene a disturbarci.
Passano ancora settimane. La ragazza mi accoglie con sorrisi, mi mostra la sua collezione di bambole. Mi chiede di accompagnarla in banca, in ditta...
Le due donne, madre e figlia, hanno deciso qualcosa, stanno complottando qualcosa per me e contro di me: la madre ha deciso di maritare la figlia e io dovrei essere la vittima.
In questi giorni noto un gran lavoro sotterraneo per verificare se sono all'altezza del compito. Ci sono domande oblique per verificare il mio conto in banca, i miei possedimenti, la mia posizione... Ci sono ricerche, test di sopportazione per verificare il mio carattere; test per vedere se sono un uomo ostinato o tollerante, religioso o ateo; test per misurare la mia intelligenza, la mia bontà...
Madre e figlia sondano il futuro marito: mi fanno i test psicologici per conoscermi in profondità, per scandagliare il carattere, per rendere trasparenti i miei pregi e difetti.
Adesso è arrivato il momento di ritirarmi, di fuggire finché sono in tempo. La famiglia di Floriana è severissima, irreprensibile, di antica educazione. Fra me e Floriana non c'è stato nulla, neppure un bacio.
Perciò posso fuggire. Ritornerò a parlarle per citofono, scusandomi di non poter salire da lei a causa della fretta e degli impegni. Ritornerò a depositare le cartelle nella sua cassetta della posta.
Il mio bisogno di libertà mi fa correre via, mi fa desiderare di mettermi in salvo.
Agosto 2005

 

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