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Nephila

La nostra storia può sembrare una storia come tante. Ma non è così. Tutto lo lascerebbe supporre. Ma non è così.
Questa è la storia del signor Edgar Bowen.
Il signor Edgar Bowen ha trentacinque anni da poco compiuti. Abita a New York. Ha sempre abitato a New York. Abita ancora nella casa che fu dei suoi genitori e che fu dei suoi nonni. A lui piace molto quell’appartamento; certo non si può definire molto grande: l’ingresso da immediatamente nella saletta, completa di angolo cottura. Sulla destra di essa un ridicolo disimpegno niente affatto degno del nome che porta, ma che basta a fare da tramite allo stretto e lungo bagno.
Più in fondo una camera da letto relativamente grande e sulla sinistra un’altra porta dove un tempo era presente una seconda camera da letto. Era la sua camera da letto quando era bambino.
Alla morte di sua madre, il signor Bowen, che inizieremo a chiamare più familiarmente Edgar, rivoluzionò la mobilia e la trasformò in quello che gli piace definire come “il suo studio”.
Dimenticavamo l’altra piccola porta in legno di rovere giusto di fronte all’ingresso... ma forse è meglio procedere per gradi e ritornare successivamente al contenuto di quella piccola porta... per alimentare e soddisfare un pizzico la vostra curiosità ci limiteremo a dire che una volta varcata la soglia di quella porta, il signor Bowen... ops! volevamo dire Edgar... Edgar si trova nel suo personalissimo mondo, oltre quella porta.
A Edgar piace molto quell’appartamento. Non ha mai manifestato la minima volontà di traslocare. In effetti, anche se piccolo, non si può negare che sia stato ben organizzato dal suo proprietario... ben organizzato e tenuto perfettamente in ordine. A Edgar piace molto l’ordine... ma anche questo è un punto che preferiamo toccare in seguito.
Dicevamo che Edgar ha sempre amato il luogo in cui vive. Si riempie di soddisfazione ogni mattina al suo risveglio, quando il sole che sorge fa capolino dalla finestra della camera da letto. Uno sbadiglio, una bella stirata a tutto il corpo ed immancabilmente l’occhiata all’esterno, verso l’affascinante ed imponente donna francese con la fiaccola. La adora; gli da la sensazione di renderlo più americano degli altri. Una sensazione che lo aiuta a farlo partire nel modo giusto ed a fargli affrontare il giorno con maggior entusiasmo.
Edgar ha un buon rapporto anche con i suoi vicini di casa e tutti gli inquilini del palazzo in generale: molti di loro hanno un debito di gratitudine verso di lui e lo ringraziano per il lavoro che fa e che li ha tolti d’impiccio più di una volta. La loro simpatia però non può dirsi assolutamente ricambiata.
Certo, Edgar ha un bel sorriso... una parlantina sciolta che lo aiuta nel suo mestiere. È apparentemente molto cordiale: saluta sempre e fischietta allegramente quando esce di casa al mattino e raggiunge il suo furgone che parcheggia sempre dall’altro lato della strada. È un uomo con cui si fanno volentieri due chiacchiere per passare il tempo. Con Edgar si può parlare di qualsiasi cosa e pare non esistere argomento con cui disquisire e sul quale non se ne intenda almeno un po’. Edgar piace alle persone. Ha una faccia pulita, ma del resto tutto nella sua vita è pulito...è il classico bravo ragazzo. Quello che ha sempre il sale o lo zucchero pronto in casa da prestare. Nessuno lo ha mai visto scortese o arrabbiato per qualcosa che gli fosse accaduto. Non è di certo un signor nessuno... ovviamente, la sua popolarità è circoscritta maggiormente al quartiere che lo abita ma anche chi ha avuto modo di conoscerlo per il suo lavoro oppure per un’uscita serale non può dire che il suo viso si dimentica un’ora dopo averlo visto. Edgar non è una persona che ti lascia indifferente... al contrario, sono tutti gli altri a lasciare indifferente Edgar. Lui non vuole seccatori intorno; gli piace il piccolo regno che è casa sua e si guarda bene dal chiamare ospiti, che siano uomini o anche donne.

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