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In Principio...

Esiste un antro oscuro in un luogo innominabile... un luogo di cui tutti conoscono l'esistenza ma nessuno sa veramente com'è.
Un luogo di morte, dolore e disperazione. Un luogo dove sarebbe possibile udire solo pianti ed urla. Supplicare di cessare il dolore sarebbe impossibile anche soltanto da pensare. Lo stesso concetto di pensiero non può essere preso in considerazione in un luogo del genere, tanto è grande il supplizio.
È il luogo di tante leggende ma di nessuna verità. È il luogo che ha portato in grembo il male e l'ha fatto esplodere per il mondo... un luogo di creature che non conoscono altro che la propria ferocia... un luogo dagli innumerevoli nomi... il regno dei peccatori.
Il luogo che tanti chiamano Inferno.

Esiste un antro all'Inferno.

È un luogo che ribolle di tenebra... non è possibile avvicinarsi al suo ingresso... troppi sono gli echi della follia che scaturiscono da esso... persino gli abitanti dei più profondi abissi che venga concesso immaginare non osano avvicinarsi. Non possono farlo. Anche se non possono morire sanno che la paura da affrontare appena immersi in quel buio è intollerabile anche per la loro crudeltà. Una paura che oltrepassa il concetto stesso del termine e che sbaraglia lo stesso potere liberatorio della morte.
Un ingresso che conduce ad un corridoio lungo e stretto... le pareti create dalle ossa di esseri seppelliti nelle pagine del tempo ed il pavimento di liquami acidi e ribollenti che sprigionano vapori nauseabondi.
Un corridoio lungo come una vita intera ed arduo da percorrere come lo è il cammino di ciascun essere vivente che si conosca e che ci sia oscuro.
Ma se fosse possibile arrivare alla fine di questo corridoio... se si potessero sopportare gli strazi che si nascondono in esso... allora si aprirebbe un immenso anfiteatro.
Le rocce nere sono piene di anfratti entro i quali brulicano mostri sempre affamati. Un anfiteatro grande quanto l'intero Inferno, dov'è inchiodato un gigantesco trono di sangue proprio al centro. Un trono costruito dal sangue delle anime dei dannati, che trae nutrimento dal loro supplizio e dalla dannazione eterna a cui sono destinate.
C'è qualcuno... qualcosa seduta sul trono. Una presenza immobile da millenni. Imprigionata in quel luogo eppure sempre presente ovunque. Una presenza che aspetta da tempo immemorabile ciò che è inevitabile; ciò che anche le scritture affermano senza alcun dubbio.
Una presenza che racchiude in sé tutta la malvagità degli abitanti del suo regno... perchè quello è il suo regno! Un sovrano da tutti temuto e mai nominato. Un sovrano che succhia la gioia la vita dovunque può. Un sovrano oscuro da cui anche la Morte gira al largo. I suoi sudditi lo venerano e lo invidiano. Qualcuno vorrebbe prendere il suo posto... vorrebbe carpire tutto il suo potere. Lui odia i suoi sudditi come tutto il resto ma sa che non potrà mai farne a meno; perchè essi sono nati dal suo odio... sono parte di sé e lo saranno sempre. L'inferno stesso è parte della sua mente o di ciò che si agita e si tortura dentro ad essa. Una mente accecata dalla crudeltà. Un desiderio perverso di come dovrebbero andare le cose nell'universo. Un'attesa tormentata che vorrebbe trovare sfogo immediato nella violenza e nel sangue. Una violenza che ha dovuto soffocare più e più volte.

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