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Dakota

Se ne stette per tutto il viaggio appoggiato alla parete del corridoio, la visiera del berretto calata sugli occhi, inspiegabilmente taciturno accendeva Chesterfield in continuazione lasciandosi cullare dal dondolare del treno.
Lo chiamavamo Dakota per la passione smodata che aveva per i film western
e per gli stivali da cowboy che portava sempre ai piedi.
Ci avviammo per risalire alcune carrozze, lui si mosse invece verso la coda, lo vedemmo saltare giù dall’ultimo vagone, gettarsi il giubbetto su di una spalla e allontanarsi svelto dalla stazione lungo i binari.
-Scappa perchè ha messo incinta una ragazza. Zoppa per giunta.-
Disse Kramer
Il branco si avviò verso il sottopassaggio e io rimasi a guardare la sagoma scura che si stagliava contro un tremolante sole arancione che tramontava all’orizzonte. Così in controluce sembrava la scena di un film western, le rotaie, il sole, il fuggitivo e la voce fuori campo… “ Ti prenderanno cowboy. Non arriverai a El Paso. Non arriverai mai a El Paso…”

 

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5 commenti:

  • Sergio Celetti il 27/09/2008 15:57
    Grazie. Come dice Paolo sono istantanee, un racconto più ampio e articolato non credo sia alla mia portata.
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 27/09/2008 11:31
    bè è palese che questo un brano di un racconto ben più ampio. Cmq mi sembra accattivante, bel scritto e scorrevole. pubblica il seguito anche a piccole pillole come questa

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