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Rififì

Sulla porta una targhetta d’ottone lucido con un nome strano: Vera D’Oro, più che un nome sembrava l’insegna di una gioielleria.
Suonai e di lì a poco la porta si aprì, uno spiraglio, catenella di sicurezza inserita, viso di donna sospettoso.
« Chi sei? chi ti manda? »
« Mi manda Rififì. »
« E chi è Rififì? »
« Rififì, quello magro, alto, delle poste, che somiglia ad Alain Delon.»
Il viso si sciolse in un sorriso, tolse la catenella ed aprì la porta.
Vestaglia scostata e mercanzia in mostra, con due dita mi prese per il naso e mi tirò dentro
« Vieni elefantino.»
E richiuse la porta

 

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4 commenti:

  • Vincenzo Mottola il 04/06/2009 15:55
    No, dico... che? Cosa vuol dire? Passi pure la letteratura essenziale, ma qui si supera ogni limite!
  • stefano manca il 03/03/2009 21:46
    non ha senso.
  • Sergio Celetti il 19/11/2008 18:40
    L'erotico non è il mio forte, mi spiace.

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