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Atmosfera di Natale

Si avvicina silenziosamente. Affascinante, elegante, misteriosa l'atmosfera che precede l'avvenimento più atteso dell'anno, il Natale.
Respiro profondamente e nell'aria ho l'illusione che tutto il mondo possa sentire contemporaneamente insieme a me la pace che respiro in questo momento.
L'Atmosfera del Natale si presenta alla mia immaginazione come una donna sensibile e attenta ai dettagli madre di una festa troppo importante per essere trascurata.
La luce è soffusa, i colori sempre più caldi contrastano il freddo nell'aria. Immagino la neve, pura e silenziosa da osservare di nascosto mentre cade e con lei anche la mia malinconia.
Non c'è tempo per tristi pensieri la mia protagonista è gioiosa ma da ricca signora pensa solo alle apparenze eppure mi piace la sua indiscutibile bellezza, il suo elegante abito rosso, i gioielli, la vanità. Persino sull'abete vedo riflessa la sua ricchezza e luccicanti animaletti di cristallo alternano palline in vetro soffiato.
Trasparenze, specchi, bagliori, per tutto l'anno i colori sono stati poveri ma ora è tempo di oro, argento
di profumi speziati, peccati che il Re potrà forse perdonare.
Ora mi sveglio e la mia più amata regina è mia nonna che prepara con cura la tavola cercando la tovaglia meno consumata, quella messa via solo per la grande festa.
Mi guardo attorno, mi sento in colpa per aver sognato una ricca atmosfera ma infondo è una magia che mi concedo solo raramente.
Anche quest'anno vado a riprendere l'abete impolverato lasciato riposare in soffitta. Lo guardo mentre lo estraggo dal vecchio scatolone riciclato, compongo un monologo interiore, mi domando cosa direbbe se potesse parlare... pretenderebbe cure migliori ma nonostante il suo colore un po spento dagli anni, appare felice di essere ancora lui l'abete di casa. Lo sistemo, ponendolo con cura nel punto più visibile del soggiorno e rovisto tra gli addobbi sempre più datati. Il topolino, la scarpetta, la pigna dorata, l'angioletto... ci sono ancora tutti! ma il tempo passa anche per loro e per qualcuno è giunto il momento di abbandonarci.
Impaziente e critica mia mamma si sposta fastidiosamente da un lato all'altro del mio fedele albero, so che come al solito la mia creatività non verrà premiata e il giorno dopo gli addobbi saranno tutti riposizionati ma voglio contribuire anche io a creare l'atmosfera, come ho sempre fatto. Ho parlato di lei e la sento arrivare di nuovo, la signora elegante di prima, l'anima sfarzosa accompagnata dallo spirito più religioso e saggio del natale. Gli amanti mi si avvicinano mentre sistemo le mie palline e mi feriscono dritto al cuore ricordandomi che anche quest'anno vedrò quel posto vuoto, nascondo le lacrime per il mio caro assente, lui mi aiutava a vestire l'albero ed era sempre bello, ora lo riempio di luci ma non sono mai abbastanza, so che ogni anno perderà il suo bagliore.
Lascio il mio abete incompleto, mia mamma sarà più brava di me, lei non ci mette la malinconia, lei è più realista.
Caccio la ricca signora e il saggio spirito alla mie spalle venuti assieme per farmi piangere, non ho bisogno di tutti quei gioielli, io ho la mia tovaglia rossa di cotone, il topolino consumato, l'abete impolverato ricchi di vita passata, di amori, gioie, di vecchi e affezionati ricordi.

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4 commenti:

  • Anonimo il 11/06/2010 14:04
    la neve da oservare di nascosto... bello, complimenti
  • Matteo Antaresi il 30/10/2009 20:42
    Grazie a Eleonora Carpitella per questa piccola luce da aggiungere al Natale venturo. Leggendo questo sfavillio di mistica adorazione e di rimpianto per i tempi passati mi sono accorto che anche io ho una tovaglia delle feste, la figura di mia madre che si adopera perchè il pranzo sia perfetto, ma soprattutto mi sono ritrovato incredibilmente nell'aria di melanconia che regna nonostante la natura festiva del giorno.
    A questo proposito ci tenevo a riflettere sul valore esemplare di tale festività: quando il giorno di Natale starete coi parenti o con le persone con cui vivete e adorerete la natività del Re, vi inviterei a vedere quel Bambino, così potente nella sua minuscola e innocente figura, come lo stesso Divino che, dopo soli 3 o 4 mesi, è pronto a sacrificare la propria vita per la nostra salvazione.
    Grazie dell'attenzione
  • Giacomo Pilia il 18/04/2009 11:19
    Complimenti, il tuo racconto mi ha toccato davvero nonostante vi siano esperienze ancora lontane dalla mia età. Inizierò a breve a viverle, probabilmente. Leggendo si respira proprio l'atmosfera natalizia.
  • Anonimo il 05/03/2009 16:28
    Paccato che questo testo non abbia ricevuto i commenti che si merita. Si resprra davvero un'aria di mestizia, come di chi non vive più l'atmosfera degli antichi Natali, ma ben se la ricorda e la rimpiange. Forse non è l'atmosfera che è cambiata, ma la nostra età, che ci fa vivere grandi disincanti. È come rimanere in bilico tra i bei ricordi e la concretezza dei nostri giorni; inevitabilmente si rimane feriti.
    Brava, mi sei piaciuta, lo dico anche se è già marzo. R.

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