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Sogno in autostrada.

4 Ottobre 2008, un una splendida autostrada della gloriosa Italia, un sole sfavillante, brilla sul traffico giornaliero di quella lenta mattinata di ogni giorno. Normale routine abitudinaria che accompagna i pendolari al loro lavoro.
In lontananza il giallo di una potente Porsche, il nero di una Lamborghini e il rosso fiammante di una fanatica potente Ferrari. La sfida si consuma dentro gli specchietti retrovisori della gente comune, dei comuni camionisti incollati al loro quotidiano asfalto, della gente che viaggia non per emozione ma per necessità, mentre il rombo della Porsche seguito dalle altre due potenti sportive, si interpone alla silenziosità delle normali e mansuete berline.
L’emozione si consuma a duecentocinquanta chilometri l’ora nell’anima di una bionda di una mora e di una rossa.
I capelli di quelle splendide fanciulle trasportati dalla corrente d’aria scaturita dai violenti estremi sorpassi lungo l’ autostrada, affascinano gli occhi di qualche pendolare che mai potrà essere autore di quelle pericolose bramosie.
E così uno dietro l’altro, sul quel impervio tragitto, si corre a tutta velocità, sfiorando la gamba della compagna, udendo gli esclamati brividi di paura mista felicità, come dei crudi adolescenti non rendersi conto di niente e ne di cosa si fa.
Qualcuno pensa di interrompere bruscamente il loro magico sogno in cui vivevano, ma era una realtà incredibile davanti gli occhi di chi forse prova invidia chiamando le autorità.
Non si può vivere un sogno nella realtà, o lo si può solo per brevi istanti, ed aprendo gli occhi quella rossa non sa che mentre era a Montecarlo di già, la mora e la bionda avevano grattacapi qua.

 

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