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Realta' molesta

Giorno freddo e piovoso. Un gran giorno del cazzo, anche se alla fine mi piace la pioggia. Quando piove la citta' si trasforma, diventa qualcosa di incredibile. Questi mutamenti si possono notare in tutto. C'e' in giro meno gente, prima nota positiva. L'asfalto si colora di tonalita' variopinte, anche se alla fine è sempre cemento desolante. L'odore cambia. Si puo' sentire tutto più amplificato, anche mentre stai fumando. Un tiro lungo, diretto ai polmoni come un treno in corsa. La sigaretta si consuma in un'attimo.
Il profumo del tabacco ti rimane adosso alle mani per un pacco di tempo. Piove. 5 del pomeriggio. Inutile mattinata passata a ricordare qualcosa che non esiste piu'... noia, angoscia, rabbia. Esco dalla mia tana, qualche soldo per farsi passare la serata. Vado in stazione. Mi è sempre piaciuto stare in stazione, vedere tutta quella gente che va e che viene, immersi ognuno nel proprio mondo, nei rispettivi problemi. A volte sembra bestiame al pascolo, oppure un cumolo gigantesco di formiche laboriose.
Io. Fermo. Immobile. Sembro una statua. Osservo, scruto, risolvo. Che cosa non lo ho ancora capito. Vado a comprarmi una birra. Ovviamente, da bravo reietto, alcol di scarto, una splugen. Mi fa cagare la splugen ma costa solo 40 cents. Ne prendo due. Cassa, sorriso alla cassiera che conosce gia' il mio vizio, porta.
In stazione c'è un carretto. io sto li di solito. Potrei vincere la gara di "trainspotting", almeno quelli del film si facevano le pere e avevano un po' di trambusto per portare avanti il loro sport. Bevo la prima birra... che palle. La noia ti colpisce in qualsiasi momento.È assassina, inferocita rispetto la morte. Quando arrivo a meta' della splugen inizia un retrogusto di vomito veramente particolare, mi chiedo da sempre se è questa la caratteristica che contraddistingue questa birra. Alla fine, la finisco.
Arriva Joy, un amico mio un po' più grande di me. Se ne va quasi subito, ma non prima di aver scroccato un paio di sorsi alla nuova splugen. Le ore passano sull'orologo della stazione, forse il tempo non passa solo a me. Becco due ragazzini che si fumano un cilum nel sottopassaggio. Li conosco. Faccio un paio di fiati, e sono in aria di bestia. Iniziano le paranoie... Le solite vecchie amiche paranoie. Pensare come sarebbe andato quello, ma se non fosse successo quell'altro, se fossi rimasto con quella tipa, se non avessi tradito l'altra, se fossi nato in africa invece che nel mondo dei balocchi. Stronzate belle e buone. Un ottimo metodo per fregare il tempo, il tuo primo e unico avversario nella vita. "Cazzo non arriva nessuno" penso tra me e me. Di solito i miei compagni di avventura sono sempre stati puntuali per le bevute pomeridiane.
Finisco la birra e m'incammino verso il centro. Bene, colpito e affondato. Ecco il primo stronzo di Roger tutto pistonato nel bar dei vecchi, sbronzo come una merda.
Butto via la paglia prima di entrare, aspirando l'ultimo tiro all'interno del locale. Inizio a ridere, cosa dovevo fare. Roger sbronzo che racconta con quante donne è andato a letto nella sua vita a dei vecchietti sbronzi con il naso rosso, tipo cartone animato. Mi piglio un bianco anche io, ascolto i discorsi suoi e ogni tanto intervengo gridando qualche bestemmia. Non vale la pena sprecare fiato per tanto fallimento.

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