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the whisper of the dry lives (il sussurro delle foglie secche)

PREFAZIONE

Ho trascorso la mia vita in un mondo fuori da ogni regola, alternativo, caotico, dannato, un insieme di situazioni in pugno alla fantasia che è divenuto parte integrante del mio esistere. Un acerbo stile da scribacchina è stata l'arma, la voce di questo universo che ora vive fra queste righe.
Nel vostro giudizio troverò, forse, il consenso per capire se la mia strada, disegnata nell'oscurità in cui la paura è regina, è il mio destino o soltanto un attimo di follia.
Questa è una delle "tante storie della paura"e spero che possiamo tremare e temere questo racconto in cui la fine potrebbe essere l'epilogo della vostra stessa esistenza.


Lei

"Pensi che dorma, ma non è cosi. Credi che pianga. Odi echi dolenti di miliardi di lacrime che s'inerpicano come edera su fatue esistenze, ma può non essere vero. Ti par che sogghigni, che rida a perdifiato, ma ben presto si fa silenzio.
Ella giace languidamente distesa sotto una coltre scura costellata di tremule luci incollate all'aer sovrano.
Le braccia, arcaici e moderni esempi di architettura urbana, cullano sopite emozioni, felici espressioni che nel tempo trovarono dimora in essa.
E ora ella siede prostrata al vento che, lieve accarezza i suoi fianchi. È contornata da gelide acque con l'aria imbronciata del primo risveglio.
Il sole, la cui fronte è accaldata dal perenne effetto serra, solletica la pelle solcata da intricate linee.
Non sono rugosi canali di volti attempati, scampati all'abile mano di un chirurgo, ma formicolanti free way. È la città, la mia città ormai desta che culla in grembo anime, sogni ed incubi spaventati da risate sonnacchiose".



PRIMA PARTE

"La storia"

Quello che andrò a narrare è soltanto, l'inizio, l'origine della paura. I grattacieli stanno ritti, impavidi guerrieri metropolitani, dominano ogni stralcio di terra su cui uomo a posto dimora.
A ore diverse di vite diverse, in tempi ormai lontani.

Milton siede al pianoforte nell'appartamento 3a al 747 di Monty Road tre volte la settimana dalla dolce miss Mary Battkin.
Jennifer è sveglia da alcuni minuti. Il suo carillon intona un soave canto. Indossa un tutù liso, malridotte scarpette da ballo e danza. Sulle punte dei piedi volteggia fra il letto ed il comò per dimenticare la sua povertà e gli abusi del patrigno ancora fuori per lavoro.

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1 commenti:

  • Thomas il 02/09/2013 19:23
    Grande vittoria! scrivi veramente bene😃

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