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Un sogno e nulla più

Dopo una giornata di duro lavoro torno a casa, mi addormento e sogno, e lentamente in questo sogno si materializzano come in un film delle immagini.
È notte fonda, vedo una grande distesa di acqua, immensa, e al centro un puntino che lentamente si avvicina e si materializza ingrandendosi, è una barca di pescatori che tirano a bordo le reti colme di pesci e leggo nei loro occhi la gioia con un velo di tristezza:
- Gioia sapendo che a casa li aspettano con ansia per l'esito positivo della pesca,
- Tristezza pensando agli altri pescatori che il mare crudele ha inghiottito in una notte di tempesta.
E in questa immensità del mare vedo anche un barcone vecchio e malandato colare a picco tra le acque gelide inghiottendo come le fauci di una balena dei corpi di alcuni profughi tra cui dei bambini imbarcati con la speranza di trovare asilo in un paese migliore dove la fame, le persecuzioni, le violenze non esistono.
Poi i miei occhi si spostano lentamente in un parco dove delle mamme hanno portato i bambini a giocare e mentre giocano tornano e conducono le loro mamme verso un albero dove hanno visto un uccellino caduto dal nido, senza più vita, poi una mamma lo raccoglie tristemente e scavando una piccola buca lo sotterra, spiegando ai bambini come è potuto accadere.
Il mio sguardo poi, spostandosi più lontano sempre nel parco si avvicina verso una panchina dove vedo un vecchietto con abiti vecchi e laceri disteso come se dormisse, ma non è così, il gelo della notte lo ha portato lentamente dal sonno alla morte, ma nei suoi occhi leggo la felicità che lassù in un altro mondo troverà finalmente quella felicità perduta.
E il mio sogno continua a vagare alla ricerca di nuove immagini, ecco, vedo in un piccolo appartamento una donna in età avanzata guardare in continuazione l'uscio che non si aprirà mai, perchè si sono dimenticati completamente di lei e nessuno del caseggiato busserà alla sua porta per vedere come si può vivere o morire nella solitudine e nell'indifferenza.
Poi all'improvviso di sobbalzo mi sveglio, un gelo ha attraversato il mio corpo, guardo nel buio della stanza e mi accorgo che il mio sogno è finito, ma la realtà resta, triste realtà come queste persone che si sono materializzate nel mio sogno, ma con la speranza e la certezza nel mio cuore che in questo mondo ci sono tantissime persone che si prodigano per rendere migliore questa nostra esistenza sulla terra.

 

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1 commenti:

  • naida santacruz il 27/01/2009 13:33
    Sei e sei storia di un inizio sogno, follia di un risveglio nel cuore di chi ama te, oh vita bella!