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I tre angeli custodi... cap 2 Wanta

Wanta era umana, quindi soggetta direttamente sia agli acciacchi della vecchiaia ormai incombente, sia alle leggi del re Silvio, il peggiore che quella terra avesse avuto nella sua storia.
Wanta era una brontolona per natura, figlia di contadini, era stata svezzata a formaggio di capra e vino rosso, questo l’aveva fatta crescere robusta e dura come una quercia, anche se le aveva sempre creato problemi nella sfera sentimentale…

Mai sposa non aveva potuto provare il piacere, pur avendone un gran desiderio, di una gravidanza, e così, quando il Saggio Mago, che tutti chiamavano Rappo, le aveva proposto di occuparsi, fingendosene mamma, di una minuscola creaturina tutta avvolta in un velo azzurro come il cielo di primavera, Wanta non seppe rifiutare, e accettò l’incarico, giurò sulla sua vita che mai avrebbe rivelato alla piccola di non essere veramente lei la sua mamma, e che avrebbe cercato con tutte le sue forze di educarla, crescerla e, soprattutto, tenerla lontana dagli altri abitanti della valle.
I primi anni trascorsero così in armonia, le stagioni si susseguivano, ognuna coi suoi colori e coi suoi frutti, Leira cresceva come una piantina di fagioli, alta, fiera e bella, sempre più bella, e la cosa rendeva fiera di sé la burbera Wanta!

-Figlia, figliaaaa, dove sei? Accidenti al Re Silvio, piove giù pezzi di ghiaccio, per poco non mi si azzoppava la Nina, e sono più bagnata d’un pesce…figlia dove sei?-

E così, brontolando come al suo solito, Wanta mise piede nella cucina, all’inizio non si rese ben conto che in compagnia di Leira ci fossero altre “presenze”, poi, asciugandosi i capelli con uno strofinaccio si guardò intorno e disse:
- Ehi, piccolina, da quando in qua offri rifugio agli animali del bosco? O li hai catturati per farci una cena alla brace?- aggiunse ghignando in modo esagerato, un po’ per scherzare un po’ per dimostrare subito chi fosse la vera padrona di casa!

Leira le corse incontro ed abbracciatala forte forte la rincuorò:- No, madre, non ho alcuna intenzione di cucinare i miei amici, in realtà sono stati loro a spingermi in casa subito prima che scoppiasse la bufera, dovrei ringraziarli per questo, sai, hanno giocato con me tutta la mattina e mi sono davvero molto divertita.-
I tre “custodi” facevano finta di nulla, come se non comprendessero il linguaggio degli umani, e cercavano di assumere innocenti atteggiamenti in sintonia dei ruoli da loro interpretati.
Così, attizzato il fuoco del grosso camino, Wanta si dette da fare e in poco tempo preparò il pranzo, minestra per lei e sua figlia, biada ed erba medica per il “Cerbiatto” , un pugno di noci per lo “Scoiattolo” e alcuni listarelli di prosciutto stagionato per il “Gabbiano”, nel mentre il cielo sempre più nero, continuava a rovesciare sulla terra la sua forza e la sua potenza, e così, si fece sera, il tempo non accennava a migliorare e fu proprio Wanta, allora, a proporre agli amici della figlia, di dividere con loro anche un giaciglio per la notte incombente.

Nel frattempo Nina, la puledra, aveva da sola sganciato il basto e si era tranquillamente rifugiata nella stalla, dove, in compagnia del pollame e degli altri abitanti della fattoria, si lasciò andare ad un buon sonno ristoratore.

Passò la notte, cessò la bufera, e la mattina dopo, in un paesaggio quantomai luccicante per il riflesso del sole su tutte le gocce d’acqua poggiate dovunque, il vecchio gallo lanciò, più forte e squillante che mai, il suo richiamo, poi impettito, con la livrea di penne multicolori cominciò a perseguitare le sue concubine…

Continua…

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 01/02/2009 07:26
    accidenti a re silvio!?

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