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Sotto la neve

Nevicava. Natalie cercò di far ripartire il motore della macchina.
"Ehi, finisci di raccontarmi la storia!" disse la figlioletta di tre anni e mezzo seduta sul sedile posteriore. Riprovò a girare la chiave dell'accensione. Niente. La batteria si era del tutto scaricata.
"La macchina è rotta," disse la madre.
"Cosa è rotto?" chiese la bimba.
"Oh, siamo bloccati. Dobbiamo aspettare che arrivi qualcuno." "Chi arriva?"
Natalie si girò e guardò la bimba sul sedile posteriore: "Adesso arrivo io angelo mio." Appoggiò il gomito sullo schienale del sedile anteriore, passò tra lo spazio dei due sedili e si mise di dietro con la bimba: "Dai vieni." La bimba spalancò le braccia e circondò fin che poté il corpo della madre: "Mamma, non andiamo più da papà?"
"Sì sì, ma adesso dobbiamo aspettare qui." La madre la strinse a sé.
"Adesso possiamo finire la nostra storia?" chiese la bimba con un sorriso.
"Certo, tesoro," disse la madre, "nevicava e nevicava, e la casetta piano piano rimase sotto la neve. Non si poteva guardare fuori dalla finestra da quanta neve era caduta..." "Anche noi rimaniamo sotto la neve?"
"No, no, nella storia nevicava molto ma molto di più."
"Continua."
"La bambina più grandicella pensò allora di fare un grande fuoco nel camino. I bambini incominciarono a buttare tutta la legna che trovarono nel camino. Il fuoco divenne sempre più caldo e rosso. Poi ci buttarono le sedie, i cuscini e le poltrone. Poi i mobili e i letti. Presto nella casa non rimase più niente da bruciare e allora i bambini si misero a riposare e a dormire. Il giorno dopo quando si svegliarono il sole brillava attraverso la finestra. Corsero felici alla finestra e videro che nel giardino e sulle piante erano sbocciati i fiori. Avevano scaldato così tanto la casa che attorno alla casa era arrivata la primavera." "Mamma, ho freddo."
"Coraggio piccina mia. Presto papà verrà a prenderci. Perché intanto non mi racconti tu una storia?"
"Fuori faceva freddo. Anche dentro però. E la casa era sotto la neve. I bambini erano dentro, nella casa. E allora incominciarono a bruciare ogni cosa.
Quando si svegliarono non c'era più la casa. Solo l'erba nel giardino."
"Dormi ora."
"Mamma, ho freddo."
La donna strinse la bambina a sé.
Nevicava più forte e faceva più freddo. Si erano avvolti nella coperta di lana. Natalie cantava tranquilla la ninna-nanna, cullando la bimba.

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1 commenti:

  • lu cia il 01/02/2009 19:27
    "I soffici capelli che spuntavano dalla testolina bionda della bimba le solleticavano il mento".
    Mi piace!

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