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Il pranzo della domenica

Un doppio squillo. È arrivata.
Ero sicurisssima che fosse domenica :la tavola apparecchiata per sei, la pulizia accurata del salone.
I soliti segnali di una giornata speciale.
Attendo, scodinzolando, che qualcuno mi apra la porta di casa. Scendo a due a due i gradini e mi fermo con il muso appiccicato alla porta a vetri del giardino.
Esco ed ecco Lucy la mia compagna di giochi: un cocker dal pelo nero come la pece e dagli occhi cristallini.
È più giovane di me ma io la tratto come una coetanea.
Lo so che lei è un'ospite :dovremo condividere solo per oggi il mio ambiente, poi se ne andrà.
- Ciao, ci facciamo la solita corsa? Divertiamo il cucciolo d'uomo? Ci dovrebbe essere Schizzo nei paraggi. Abbaiamo un po' , così quel gattaccio schizzerà via sopra un albero facendo ridere tutti.
Stremate per la folle rincorsa col nostro nemico, saliamo un gradino alla volta verso casa.
- Entra, amica mia. Lo senti anche tu il profumo che arriva dalla cucina: ragù, arrosto, patatine, torta di mandorle... è la solita atroce sofferenza di ogni nostro incontro.
- Per fortuna, la mia padroncina non è una brava cuoca e quando cucina mi lascia fuori al freddo dove gli odori si percepiscono appena. Tu, invece, sei costretta a stare in casa, non ti invidio affatto-risponde Lucy, cercando di consolarmi.
Con indifferenza cerchiamo di entrare in cucina sperando che qualcuno abbia compassione di noi e ci allunghi un boccone...
L'accoglienza che riceviamo non è come ce l'aspettavamo.
Un grido ci frena all'ingresso :- Fuori! Qui voi non ci potete entrare!
Finita le speranza.
I sei si siedono a tavola. Ci avviciniamo anche noi.
Le sussurro :-Lucy, non fare la solita maleducata, alzandoti sulle zampe e appoggiandoti col muso sulla tovaglia. È fatica sprecata. Nessuno ti darà niente oltre un ceffone. Fai come me :aspetta con pazienza ai piedi della persona più sensibile. Fai lo sguardo languido inclinando il muso da un lato. La cosa funzionerà a meraviglia.
Missione compiuta.
- Forza, piccole, venite. Ecco un po' di cibo anche per voi.
Certo è un misero piatto da condividere. Avanzi freddi di ragù, pezzi di carne grassa tutta sfilacciata e anche briciole di dolce.
Ma il profumo, ah... il profumo... non lo so descrivere ma lo riconosco. È entrato nelle mie narici fin dal mattino e mi ha torturato per ore.
Perchè noi cani dobbiamo essere condannati ad odorare senza mai poterci tappare il naso?

 

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