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Quanto amore e dolore per quella rosa.

A volte gli avvenimenti ti colpiscono come un fulmine
e tu non hai neanche il tempo di capire, di assorbire quello che ti succede,
resti là scioccato, con la gola secca, e il cuore ridotto ad una farfallina nello stomaco.
Anche se la paura dell’ignoto è al primo posto e se la complicanza del dolore è al secondo, c'è un grande protagonista che è al terzo posto: il lasciare fili sciolti, problemi irrisolti, trascurare ciò che il malato terminale lascia dietro di sé.
“I petali potrebbero rifiutare di aprirsi...
La rosa potrebbe appassire...
E allora ti ritroveresti solo, sempre più solo, vicino ad una rosa morente senza più calore, senza nessun altro posto dove andare, senza riuscire a pensare, perché sarebbe troppo doloroso...
E allora stai lì: aspetti che arrivi la primavera, aspetti un miracolo, aspetti una qualsiasi cosa possa ridar vita a quella rosa, aspetti anni e anni, ma sarà pur sempre la tua rosa. ”
Ciò è causa di profonda angoscia. L’amore è un sentimento misterioso e lo rimane nonostante le neuroscienze tentino di svelarne i meccanismi più intimi.
“Ti mancherà per sempre, quella rosa... ma il ricordo nel tempo diventerà più dolce e meno disperato, in molte occasioni penserai ai momenti passati con lei,
al suo modo di starti vicino... all'improvviso vedendo un oggetto o una cosa a lei particolarmente cara, i tuoi occhi si riempiranno di lacrime... ”
Quante volte ci è stato detto"La vita continua" è un'espressione metafisica, che va al di là dell'apparenza.
Cioè la vita è un concetto che include la morte e che caratterizza l'intero universo.
Nell'universo infatti tutto ha un inizio e una fine. Combattere la morte o ritardarla artificialmente significa andare contro la vita?
Quindi vivere nell'illusione, è essere al di fuori della realtà.?
Voler vivere a tutti i costi è non meno innaturale che voler morire a tutti i costi?
Noi possiamo avere esperienza solo della morte altrui, che ci addolora in misura proporzionale ai sentimenti provati per quella persona in vita.
Il motivo per cui non riusciamo ad accettare la morte è dovuto al fatto che per istinto rifiutiamo l'idea che ci venga a mancare una persona amata.
Altri motivi sono più astratti: ci chiediamo p. es. che senso abbia la morte di un bambino o la morte di un adulto che dalla vita non ha ottenuto che dolori.
Ma una vita che abbia condotto un'esistenza normale, di regola avverte la morte come un fenomeno naturale, che pone fine a una vita che si sta logorando.
È proprio la consapevolezza di veder deperire fisicamente il corpo che induce a vedere la morte come una soluzione liberatoria.

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2 commenti:

  • laila il 09/03/2012 11:17
    La morte fa paura, perchè è l'ignoto, la fine di quanto conosciamo e amiamo. Meglio non pensarci. Ciao
  • Anonimo il 10/02/2009 19:59
    Bellissimo, brava.

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