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Come al solito

Come al solito Jack non riusciva a dormire. Uscì dal letto, si infilò mutande, maglietta, pantaloni. Non trovava più le calze,
“Cristo!” brontolò.
“Che cosa c’è questa volta?” chiese Maria.
“Scusa, non riesco a dormire.” Jack si chinò su Maria, e le diede un bacio sui capelli; sapevano di shampoo alla vaniglia, “vado a fare un giro,” aggiunse.
“Ma è possibile che tu non possa restare una notte intera con me. Vieni qui a scoparmi, poi te ne vai come un ladro.”
Maria si girò e cercò Jack nel buio della stanza.
“Ho detto solo che vado a fare un giro,” disse seccato Jack.
“È sempre la stessa storia,” disse Maria e riuscì vedere Jack che cercava le sue calze. Stava con le mani e le ginocchia a terra vicino al letto.
“Dici che ritorni e poi non ti vedo più finché non ti chiamo io,” disse Maria.
“Allora non chiamarmi più.”
Jack aveva trovato le calze e se le stava infilando seduto sul tappeto.
“Non ne posso più Jack, sei un figlio di puttana, questa è stata la tua ultima scopata con me!”
Maria si era girata sulla pancia.
“Dai non fare la sciocca, ti voglio bene. Sai che sto passando un periodo difficile.” Jack si era seduto sul letto e accarezzò la spalla di Maria.
“Non toccarmi Jack, questa volta è finita, se esci da quella porta non ci vediamo più.” Maria piangeva.
Questo irritò ancora di più Jack:
“Va bene, se è quello che vuoi, io me ne vado.”
“Non t’importa nulla di me! Vattene e non farti più vedere,” gridò Maria.
“Mi dispiace che non riusciamo a capirci Maria.”
“Sei tu che non capisci un cazzo! Brutto stronzo.”
“Maria, non dire così.”
“Sei solo un cazzone Jack, tutto il tuo cervello è un cazzone fottuto.”
“Mi dispiace.” Jack uscì dalla stanza, calzò le scarpe che trovò in salotto e si diresse alla porta. Aprì e chiuse senza fare rumore.
Jack le voleva bene, ma aveva bisogno di tempo.
Jack non capiva perché mai non poteva togliersi dalla testa Stella. Ecco che aveva incontrato Maria, e Maria gli voleva bene. Maria lo aveva aiutato quando Stella lo aveva mollato, Maria sapeva fare all’amore, Maria era giovane... Stella gli stava rovinando l’esistenza.
Arrivò fino all’incrocio e prese una monetina dalla tasca dei pantaloni.
Si guardò intorno. Alzò la cornetta del telefono pubblico, fece cadere la monetina e fece il numero.
“Stella?”
“Sì, pronto? ”
“Sono Jack. Sono sotto casa tua, così ho pensato di chiamarti.”
“Sì, sì... ma che ore sono? ”
“Voglio salire Stella.”
“Ma Jack!”
“Fammi salire Stella.”
“... hai sigarette?”
“Arrivo.”
Una donna non scaccia l’altra, pensò Jack.

 

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