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Uno scontro impari

Il caldo era insopportabile, la notte tardava ad arrivare in quella stupida stanza. Io sudavo, dentro e fuori. Mi giravo e rigiravo tra le lenzuola, e il cuscino sembrava aumentare il mio fastidio.
Mi alzai e presi un bicchiere d'acqua, ma neanche quella riusciva a calmare il mio senso di oppressione. Cristo, non siamo in Africa. O forse si. È tutta colpa del riscaldamento globale, e' tutta colpa dei frigoriferi, è tutta colpa... ma vaffanculo. Mi continuava a ronzare per la testa un fumetto di Pazienza, gli ultimi giorni di Pompeo. Forse stavo vivendo anche io i miei ultimi giorni. Chi se ne frega, ora ho solo il caldo nella testa.
Quella notte la passai sulla poltrona, con sempre una sigaretta accesa. Feci fuori un pacchetto di pall mall blu in un attimo.
Mi masturbai, pensavo a possibili donne immaginarie. Tette di quella, culo di quell'altra, pompe di quella, fica dell'altra.
Il caldo era un'avversario anche per il sesso fai-da-te.
Dovevo sconfiggerlo, uccidere quel clima tropicale del cazzo.
Senza accorgermi neanche, crollai. Mi risvegliai alle due del pomeriggio.
Merda, il bastardo mi aveva ancora sconfitto.

 

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