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Io e lui

IO E LUI

Oggi


Salve, mi presento. Mi chiamo Stefano Colli, quarantadue anni altezza media né bello né brutto. Uno come tanti, insomma. Sono diplomato in ragioneria (48/sessantesimi). Lavoro in banca, una piccola filiale di una grande banca in una piccola città. Ci sono entrato a ventidue anni prima come commesso poi alla cassa dopo un concorso interno. Sposato con Milena di tre anni più giovane di me, una donna come tante. Un figlio di quindici anni, Luca, che si divide fra studio (poco) playstation (tanta) e canne (troppe). E ho anche un meticcio preso in un canile dopo aver visto un servizio alla televisione sui cani abbandonati. Lo volevo chiamare Thor come l'eroe dei fumetti della mia infanzia, quella divinità vichinga che combatteva i nemici con un martello magico, ma mia moglie mi chiese cosa c'entrava un toro con un cane. Questo per darvi l'idea della sua ignoranza (di mia moglie, non del cane). Così l'abbiamo chiamato Bobby come voleva lei. Sono anche un tipo sportivo, se si può definire sportivo uno che gioca a calcetto con gli amici una volta alla settimana. Vivo in un appartamento di ottanta metri quadri con garage in un quartiere in periferia e vado regolarmente alle assemblee condominiali. Uno come tanti, come dicevo. E sto andando ad uccidere un uomo. Ma procediamo con ordine.




Oggi


Salve mi presento. Mi chiamo Giovanni Torelli, sessantacinque anni corporatura robusta. Fin da ragazzo sono sempre stato considerato “vivace”. Mi piaceva fare a pugni e misurarmi anche con quelli più grandi di me. A sedici anni sono stato in un riformatorio per aver rubato una bottiglia di gin dentro un bar, chiaramente dopo aver malmenato il barista. Poi ho avuto un periodo tranquillo, ho conosciuto Giulia e abbiamo avuto una bambina che abbiamo chiamato Valentina. Lavoravo in un'officina meccanica ma i soldi non bastavano mai. Ora Valentina ha quarantacinque anni, è separata e mi ha regalato uno splendido nipotino di dodici anni che si chiama Filippo. Ho fatto trent'anni di galera senza permessi, sconti e riduzioni varie e poi vedremo perché. Ho fatto tutti i trent'anni di galera che mi avevano dato al processo. Sono entrato in carcere che il Papa era ancora Paolo VI e i computer occupavano intere pareti. E ieri finalmente sono uscito. Ma procediamo con ordine.


Meno trenta.

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 26/02/2014 16:18
    Un racconto dallo stile avvincente.
    Letto e apprezzato.

4 commenti:

  • Anonimo il 26/02/2014 16:02
    Bel racconto avvincente, anche se mi perdo un po' nell'ultima parte... su chi sta parlando.. sai..

    Comunque complimenti, mi é piaciuto molto
  • Anonimo il 21/03/2009 12:52
    Concordo con l'utlimo commento... il countdown acchiappa! La storie è avvincente... bravò!
  • Anonimo il 25/02/2009 17:14
    Avvincente. Il countdown degli eventi crea attesa sul finale: vendetta o perdono?
  • Anonimo il 25/02/2009 12:41
    Piaciuto moltissimo
    Complimenti
    Contessa Lara

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