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La strada per l'amore

"Sai che ti voglio bene," disse Robert.
"Tu non lo vuoi davvero, lo dici e basta!"
"Sei la mia ragazza Helena!"
"Basta, non ne posso più."
"Ti voglio bene, più di tutte le altre."
"Cosa di più?"
"Cinque o sei volte di più."
"Non fai che prendermi in giro Robert."
"Ti voglio veramente bene Helena... così non può continuare."
"Fare la puttana! Non credere di essere l'unico."
"È l'unica cosa che so fare Helena."
"Se lo facessi io Robert? Se mi ci mettessi io a fare la puttana?"
"Non è così facile."
"Stronzate, la mia cosina saprà cavarsela."
"Non è un lavoro per la tua cosina."
"Si vedrà!"
Helena si slacciò la cintura di sicurezza, uscì dalla macchina, sbatté la portiera e salì sul marciapiede.
Robert era fermo al semaforo e seguì Helena con lo sguardo fino dietro l'angolo. La luce verde si accese e la fila di macchine si mise in moto. Robert pigiò l'acceleratore e con la coda dell'occhio la vide allontanarsi.

Robert seguì il traffico fino fuori città. Andava da Linda, 43 anni, da 13 anni sposata con un commerciante. Linda aveva 2 bambini: Tony e Maria. Era tutto quello che sapeva di Linda.
Robert avrebbe parcheggiato la sua macchina ad un chilometro dalla casa di Linda e avrebbe corso per 900 metri. Robert aveva quarant'anni e in ottima forma: 900 metri di corsa, sotto il sole ancora caldo del tardo pomeriggio, sarebbero stati più che a sufficienza (voleva andare sul sicuro: sarebbe entrato in cucina, madido di sudore; era così che Linda voleva essere scopata.)
Dopo Linda, Robert pensò a Helena.
Decise di telefonarle più tardi.
Il traffico era intenso e procedeva lentamente. Helena era veramente un'anima gentile. Gli dispiaceva. Helena si meritava di meglio. Adesso toccava a lui.
Parcheggiò la macchina sul vialetto davanti casa. Nella buca delle lettere trovò la solita robaccia. Ci avrebbe pensato domani.
Si tolse le scarpe, si sbottonò la camicia, si sfilò i pantaloni, le mutande e le calze, arrotolò il tutto attorno al braccio sinistro, attraversò il salone, salì per le scale nei locali di sopra, gettò i panni sporchi in una cesta di vimini, entrò nella grande sala da bagno, aprì i rubinetti dell'acqua, si accosciò stanco sulla tazza in ceramica, e aspettò che la candida vasca da bagno si riempisse di acqua calda.
La sua, era stata una giornata estenuante.

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 28/06/2016 12:26
    Un serto dovuto per questo tuo eccezionale.

2 commenti:

  • stefano manca il 01/03/2009 20:41
    scritto molto bene, piaciuto
  • Anonimo il 01/03/2009 17:22
    Wow! Un racconto alla 'Jim Morrison'...
    Piaciuto
    Contessa Lara

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