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Muriel

Il sangue scorreva vermiglio sulla gota candida, come un graffiante arabesco di seta.
Le dita premevano ferme ma delicate sul collo della giovane vittima.
Una carezza di morte, un abbraccio letale, un bacio avido e profondo.
Un bacio che cercava di rubare la vita da quelle vene, di mangiarne la forza, di succhiarne l’energia.
Ogni sorso del liquido denso e caldo aveva l’effetto contrario questa volta.
Muriel si sentiva sempre più debole, svuotata, come se la vittima bevesse da lei.
Il battito rallentava inesorabilmente sotto i polpastrelli di Muriel.
Rallentava anche quello del suo cuore, blu, duro e freddo.
Abbracciate, vittima e mostro, esalarno l’ultimo respiro insieme.
Annullandosi.

 

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0 recensioni:

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14 commenti:

  • *Sunflower* il 21/02/2011 20:20
    mi piace molto come scrivi, complimeti
  • Marika Rig il 24/02/2010 04:17
    Mangiarne la forza...
    Complimenti
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 26/09/2009 14:39
    molto bella! peccato che se l'avessi divisa in versi avresti reso maggiormente l'idea e l'impatto di sensazioni. molto bravo cmq un abbraccio
  • Rita Cancedda il 06/05/2009 17:22
    bello! complimenti!
  • Anonimo il 11/04/2009 18:15
    Fantistico e toccante. Ciao
  • Anonimo il 17/03/2009 00:10
    complimenti
  • Dorian Di il 05/03/2009 18:30
    Grazie Lara!
  • Anonimo il 05/03/2009 11:27
    Un piccolo dono Dorian, con la speranza che sia gradito...
    Un saluto
    Contessa Lara


    [...]"Un fanciullo in veste candida stava in mezzo a loro. Dal suo capo sgorgava la luce mirabile come irradiata dai suoi capelli riccioluti. I suoi occhi erano benevoli e severi, e il suo volto bellissimo.
    Il fanciullo sollevò un braccio, allontanò imperiosamente Lilit e le disse: .
    Si udì un leggero lamento e un sommesso pianto modulato. Pallida nell'oscurità del silenzio scarsamente illuminato, lenta struggendosi, silenziosa, svanì Lilit.
    Trascorsero brevi istanti, e già non c'era più il mirabile Fanciullo, e tutto era come sempre, comune, semplice, al suo posto. La maligna comparsa di Lilit era stata come un sogno vago del dormiveglia, e persino il mirabile Fanciullo pareva non esserci stato.
    Solo un giubilo trionfante echeggiava e cantava nell'anima di quell'uomo tormentato e stanco. Esso gli diceva che mai più sarebbe ritornata Lilit dal pallido viso, la gelida, la lunare, la perfida incantatrice dalle avide labbra incredibilmente scarlatte. Mai più."

    Brano tratto dal racconto "L'Ospite dalle Labbra Scarlatte" di Fedor Sologub.
  • Dorian Di il 04/03/2009 18:28
    Amen Debora.
    Hai colto l'essenza del racconto!
    Il lettore si può identificare nella vittima... o in Muriel...
  • Debora Di Mo il 04/03/2009 18:24
    mi permetto di aggiungere al tuo "Quel genere di mostro che tutti possono incontrare"... e che possono diventare.
  • Anonimo il 04/03/2009 18:23
    Grandissimo Dorian... questa mi è proprio piaciuta!!!
  • Dorian Di il 04/03/2009 18:21
    Giusto Debora.
    Più che un vampiro da romanzo, Muriel è la metafora di un vampiro.
    Quel genere di mostro che tutti possono incontrare nel percorso della propria vita.
  • Debora Di Mo il 04/03/2009 18:19
    un vampiro?
    forse.

    A risucchiare la vita altrui
    senza nemmeno appoggiare le labbra
    senza suggere affondando i denti.
    È la sua essenza... distrugge e ne è distrutta.
  • Anonimo il 04/03/2009 18:08
    Un Vampiro originale Muriel...
    Bel racconto.
    Contessa Lara

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