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Parole

Lei era sotto la doccia, non sentì il rumore della chiave nella serratura, quella chiave che lei gli aveva strappato dalle mani un anno prima cacciandolo e cacciando nel profondo della gola lacrime salate.
Arrivò lui, silenzioso come un rettile, sulla soglia della camera da letto.
Annusò avido il profumo della camicetta buttata sul letto, ancora tiepida del corpo di lei.
Quel profumo voleva fissarlo in testa, come luce su carta fotografica, prima di varcare la soglia del bagno.
Il tempo smise di battere e lo spazio d'essere, materia inghiottita da un ingordo buco nero.
E se ne andò via da solo, bagnato dalla pioggia della sera.
I due isolati che lo separavano da casa sembravano scorregli sotto i piedi come un fiume di lava bollente.
Arrivò nel suo appartamento e si mise a sedere sulla poltrona di pelle nera, versandosi un cognac e appoggiandolo con mano lieve sul tavolino di legno scuro. Adorava quel tavolino, gli intagli e le fessure che accarezzava con le dita sembravano bocche sussurranti flebili parole.
Lo avevano comprato insieme, in un giorno di pioggia come quello, durante il loro lungo viaggio in India.
Lo guardò per l'ultima volta con espressione serena, e come sulla bionda chioma della donna che aveva amato, sferrò un colpo deciso del cric della vecchia 126, sparpagliando mille nere schegge sul marmo lucido e bianco.
Si fermò a fissare lo scempio sul pavimento della sua casa, ipnotizzato dal caotico ordine del disegno ordito dalle schegge del legno.
La più grande sembrava chiamarlo come un'oscura bocca ghignante.
Accostò l'orecchio al legno pungente per ascoltare meglio.
Mai e poi mai avrebbe creduto alle sue parole.
Parole più dure e sferzanti del cric che teneva ancora pesantemente tra le mani. Aprì la finestra e si lanciò senza un lamento dal settimo piano.
La strada bagnata lo accolse, come le braccia calde di sua madre.
Aveva ancora nelle narici il caldo profumo di lei.

 

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13 commenti:

  • lupoalato maria cannavacciuolo il 25/10/2009 12:08
    ottimo scritto, intrigante di cui non aspetti altro che il continuo. Hai trasmesso brividi, timori, decisione e una cruda realtà che in fondo non va poi tant lontano dalla verità del mondo. Mi è piaciuto... avvincente
  • Dorian Di il 08/03/2009 23:43
    Da te mi aspettavo un pochetto di più Max...
  • Anonimo il 08/03/2009 23:38
    "bello, bravo, bis".
  • Anonimo il 06/03/2009 19:00
    Dunque, andremo d'accordo. Ciao e benvenuto.
  • Dorian Di il 06/03/2009 13:30
    Non l'ho ributtata, il tuo commento poteva esser letto da più angolazioni.
    Ho chiesto precisazioni proprio per questo.
    L'intenzione era comunque quella di non dar enfasi all'abusatissimo episodio, non nominandolo mai, tra l'altro.
    Scelgo sempre un taglio web per non dare pesantezza e perchè trovo personalmente faticoso leggere post lunghissimi su uno schermi di computer.
    Non vedo la necessità di vedere di chi è l'elogio o la critica.
    Li prendo tutti per buoni, da qualsiasi parte arrivino.
    Non amo gerarchizzare.
    I commenti completi come il tuo sono comunque sempre molto bene accetti rispetto un semplice "bello, bravo, bis".
  • Anonimo il 06/03/2009 12:42
    Preciso, visto che giochi a non capire sfruttando un mio refuso. Non c'è un vero racconto inteso come tale, ma solo un episodio. Ma va bene anche così, se scritto bene. E il tuo lo è.
    Abusato è un eufemismo, avrei dovuto dire abusatissimo... da chi? Dalla narrativa ovviamente, da chi sennò?
    Ti elogiavo per il taglio web perchè sono in molti, qui a non "postare cose adatte a questo contesto" per dirla a modo tuo. Ma vedo che non hai gradito manco questo.
    Fai bene a ringraziarmi, io commento solo i brani che meritano.
    Concludo. Per chi, come te, s'è appena iscritto, sarebbe buona cosa andare a vedere di chi è l'elogio o la critica: i valori espressi nei commenti potrebbero anche rovesciarsi.
    Ps: non ributtiamo le critiche.
  • Dorian Di il 06/03/2009 10:32
    Grazie Fulvio per il commento.
    Se il racconto "non c'è" non vedo dove possa esserci un "episodio".
    Abusato da chi poi?
    Il taglio "webbiano" è scontato.
    Siamo sul web.
    Posto cose adatte al contesto.
  • Anonimo il 06/03/2009 01:06
    Breve brano affidato al buon mestiere dell'autore. Il racconto non c'è ed è limitato ad un episodio peraltro molto abusato. Taglio ridotto, idoneo al web.
  • Dorian Di il 05/03/2009 19:35
    Grazie Debora e grazie Ste per i commenti.
    Lo stato d'animo del protagonista è volutamente nebuloso per lasciare al lettore la chiave di lettura.
  • Debora Di Mo il 05/03/2009 19:33
    condivido in toto quanto scritto prima di me... credò però che lo stato d'animo del protagonista non sia del tutto celato. ottimo racconto!
  • stefano manca il 05/03/2009 19:29
    bellissimo. mi piace molto il tuo modo di scrivere. belle immagini ben rappresentate... uno sfondo rosso e nero al di fuori del tempo, all'interno della mente che segue un tempo diverso da quello oggettivo... come il sogno, come la realtà personale, in fondo.
    si sente a fondo lo stato d'animo del protagonista... quasi graffiante... bravo.
  • Dorian Di il 05/03/2009 19:27
    Siamo solo agli inizi Sophie!
    Spero di poterti dare le stesse sensazioni anche con la poesia.
  • Anonimo il 05/03/2009 19:22
    Senza fiato... complimenti per le descrizioni, brevi, efficaci e pulite... la storia mi da un po' i brividi, ma ne accadono di cose come queste... mi piace la tua prosa. Spero di leggerne altra.

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