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Semplice... bella... morte

Il sole nei primi periodi di marzo è lucente e freddo. Brilla di un fuoco che ricorda il ghiaccio. Il sole accarezzava con mano invisibile il mare che luccicava di oro in movimento.
Il viso di Chantall pallido come la neve si stava scaldando al sole che gli accendeva le gote di un rosa carico e gli scuriva le lentiggini sul viso, su cui splendeva un sorriso aperto e solare.
Il parco di mattina presto aveva molte panchine vuote e cagnolini, con padrone al seguito, camminavano per i viali distratti e senza pensieri.
Tenera l’immagine di un’anziana signora che guardava il suo cocker con un sorriso dolce ed il cane che alzava il muso e mandava le orecchie all’indietro facendo luccicare gli occhioni languidi.
Alle volte è cosi facile amare e non chiedere.
Chantall camminava a piedi scalzi li dove era scritto “Non calpestare le aiuole”, ma tanto non c’era il guardiano a quell’ora e lei dispettosa come sempre, indifferente agli sguardi di biasimo e alle volte odiosi delle donne pettegole che le lanciavano.
L’erba leggera sotto le palme dei piedi le faceva il solletico e aumentava il sorriso sul suo bel volto. Un brivido le saliva su fino a trillare nella gola con uno squittio che poi diventava un allegra ed aperta risata.
Molti ragazzi o uomini, la guardavano con desiderio, invidiosi della sua semplice bellezza. Un corpo in boccio, un accenno di seno. La vita sottile accentuata dalla linea dei fianchi fatta per essere accarezzata. I capelli del colore dell’ebano e gli occhi nocciola con pagliuzze dorate. Labbra delicate che schiudevano baci che mi lanciava come una bambina quando vuole giocare.
Piccola dolce Chantall…
- Chantall – sussurrò Michele mentre una lacrima si faceva spazio tra le rughe di tanti e tanti anni che gli avevano segnato il viso.
- Chantall? – disse l’amico che sedeva di fianco con aria interrogativa ricercando nella memoria qualcosa che sapeva di non aver dimenticato, ma solo accantonato.
All’improvviso uno sguardo dolce le labbra tremarono leggermente.
- Fu qui… vero! – e non aggiunse altro.
Michelle tentennò la testa.
- Si, qui. Oggi fanno cinquantanni da quando la tenni stretta tra le braccia mentre il suo sangue scorreva dalla coltellata che gli diede quell’assassino.
Un moto d’ira che in tutti quegli anni non aveva mai trovato vendetta. Salvato dalle autorità, poi dalle opere di misericordia e perdono e da tutto quello che il diavolo si porti.
Chantall era di una dolcezza estrema, poco più di una fanciulla di tempi remoti, era bella e lucente come il sole, era calda di un fuoco che non scottava, era come la primavera.
La vedeva di fronte ai suoi occhi come mille altre volte prime, era come un personaggio che non sapeva se era vero per gli altri, ma solo per lui.
La vide quel giorno mentre il sangue macchiava il suo abito e scorreva come un fiume in piena. Rivoli di linfa vitale che la stavano abbandonando. Lacrime di cristalli le rigavano il viso e gli occhi persero la vita, ma non un lamento nel suo ultimo sprazzo di vita ebbe solo la forza di accarezzare il viso del giovane ragazzo che piangeva per lei. Michele!!!

 

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2 commenti:

  • luigi deluca il 13/03/2009 18:53
    hai saputo "disegnare" una traccia di dolore infinito, il ricordo della piccola Chantall fiore estirpato anzitempo, colora l'esistenza di chi la amava ieri, come oggi, e in quell'amore, la vittima è immortale!
  • Vincenzo Capitanucci il 12/03/2009 11:46
    Cmminava a piedi nudi nella rugiada... Chantall... una bell'anima... in rivoli di linfa vitale...
    Piango anche io per Lei.. bellissimo racconto... lupetta...
    Un abbraccio... avvolgente accarezzante...

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