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Le vacche di Rolando

Rolando, contadino della bassa padana, aveva 10 vacche. La stalla dove venivano tenute era fatiscente. Il tetto faceva acqua, il vento si insinuava in ogni pertugio, che erano tanti. Stava letteralmente cadendo a pezzi e Rolando ne era cosciente. Le sue vacche iniziavano a lamentarsi, ed a ragione, pensava lui.
Così, una sera, le radunò tutte e disse:
-Ragazze, portate pazienza, inizierò a costruire una nuova stalla, avrete biada fresca, posto personale sempre pulito, mangerete tutti i giorni. Sarà dura, è un impegno gravoso, tenete duro, aiutatemi e vedrete che sarete ricompensate.-
Iniziarono i lavori, ma gli imprevisti furono tanti, ed alcune vacche ripresero a lamentarsi, sempre più sfacciatamente. Il malcontento serpeggiò sempre più e Rolando iniziò ad essere stanco di tutte quelle malignità che sentiva dire sul suo operato.
-Accidenti-pensò- faccio sacrifici, lavoro 20 ore al giorno, a volte non mangio per dar loro la biada, e vengo ripagato in codesto modo.-
Fu ancora più disponibile, ma il malumore non si placò.
Una sera stanco di sentire l'ennesimo commento maligno sul suo operato, non chiuse la porta della vecchia stalla, facendo capire che erano libere di andarsene.
La mattina dopo, quando di buon ora si alzò per la mungitura, vide che tre vacche se ne erano andate. Pianse sinceramente dispiaciuto, ma almeno aveva capito che le rimaste erano le fedeli, quelle che credevano ancora in lui.

I tempi migliorarono, i guadagni aumentarono ed in breve tempo riuscì a completare la stalla. Le vacche erano contentissime e la stalla nuova, completa di tutte le comodità, le rese più belle, più sane. In tutta la regione non ve ne erano delle migliori. Il latte prodotto era ricercatissimo e ciò permise a Rolando nuovi investimenti che aumentarono ancor più il benessere suo e delle sue ragazze...

... Ma le vacche che se ne erano andate?... di una si sa che lavora in una stalla fredda ed umida, senza riscaldamento e dicono, attenzione, di questo non ne siamo sicuri:dicono che la picchiano pure!
La seconda, la più cattiva, è finita in un macello e si racconta che le sue carni non erano nemmeno buone da mangiare.
La terza, quando seppe della nuova stalla e di quanto stessero bene le sue vecchie compagne, si ripresentò chiedendo di essere riammessa nel gruppo.
Purtroppo però la stalla era stata creata per ottimizzare gli spazi ed i costi, per lei non vi poteva essere posto. Così se ne andò con le lacrime agli occhi e di lei non si seppe più nulla. C'è chi dice di averla vista in un bosco strano, ma sinceramente, io non so.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 29/01/2015 19:50
    Raffaella,
    non sarebbe meglio scrivere che le mucche devono essere munte? Una mucca dà latte per allattare i vitellini e per fornire latte ai lattanti. Questa storia, Cesare, mi ricorda la parabola del figliol prodigo. Ma quella è un'altra storia. Però si capisce che stai dalla parte delle mucche... Saluti.

3 commenti:

  • cesare righi il 27/01/2015 19:59
    Scusa Raffaella io non prendo ispirazione dalle mucche: io sono una mucca
  • Raffaella il 27/01/2015 17:51
    Per quanto possa essere bella e confortevole una stalla, ma ci avete mai pensato quale sacrificio comporta essere allattate tutti i giorni? Io direi che il nostro caro Rolando dovrebbe mettersi anche nei panni delle mucche da latte qualche volta.
    Complimenti, anche tu prendi ispirazione dalle mucche come me Bravo.
  • Anna G. Mormina il 13/03/2009 19:08
    ... ciò ci insegna ad avere comprensione e pazienza per chi cerca di aiutarci nella vita...
    Peccato però che Rolando non ha pensato di fare una stalla più grande...
    Molto bella! ... bravo!

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