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L’anima di Stefano

- Pioveva, e le goccioline sembravano un milione di matite... -

“Non possono piovere matite Stefano,” disse la maestra.
“Mi dispiace,” rispose Stefano.
Nella stanza si sentì un sordo risolino.

- e il vento gli solleticava il pensiero, -

“Questa poi! Stefano, proprio non so cosa pensare.”
“No Signora maestra, mi dispiace,” Stefano abbassò gli occhi sul banco.
La maestra continuò a leggere:

- non sapeva dove appoggiare la sua anima, -

“Questo è assurdo oltre che impossibile Stefano.”

- e l’anima gli pesava sempre di più; entrò in un vicolo cieco, scovò tre grossi bidoni allineati lungo lo sporco e buio muro, e con l’ultima forza che gli restava nelle braccia riuscì a sollevarla e la buttò dentro, -

“Stefano! non puoi inventarti cose simili, le cose che scrivi non hanno alcun senso, lo capisci?” La maestra alzò le natiche e le appoggiò sulla cattedra.
“Sì capisco.”

- le matite venivano giù dal cielo e gli rigavano il volto, abbassò la patta dei pantaloni perché doveva pisciare, -

“E Stefano continua:”

- fino all’ultima goccia perché più niente doveva rimanere, -

“Qui salto un paragrafo,” disse la maestra.
I bambini nella classe cominciavano ad agitarsi e alcuni lanciarono delle palline di carta arrotolata mirando alla testa di Stefano.

- si sentì più leggero, spiccò il volo ed incontrò l’angelo che gli aprì gli occhi. -

“Mi dispiace Stefano. 4.”
“Certo Signora maestra, anche a me.”

Stefano si alzò dal banco, ordinò i sui quaderni dentro la cartella, infilò le braccia attraverso le cinghie dello zainetto e lo sistemò dietro le spalle, si avvicinò alla finestra e si buttò.

 

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9 commenti:

  • Francesco H77 il 30/07/2009 00:28
    ... pelle d'oca.
  • Anonimo il 07/04/2009 23:50
    Un po' brutale, ma d'impatto. Incomprensione e incomunicabilità, care amiche del genio.
  • Anonimo il 07/04/2009 20:31
    stupendo, scritto davvero bene complimenti
  • Anonimo il 06/04/2009 21:26
    Mamma mia.. senza parole.. bravissimo
  • Anonimo il 06/04/2009 21:24
    È bellissimo! Una ricerca d'aiuto non ascoltata, non capita...
    Sei davvero molto bravo!
  • Anonimo il 06/04/2009 17:30
    la fragilità di chi non viene compreso, mortificatoentro rigidi schemi che non permettono voli di fantasia e l'ottusità di certa gente che ricopre un ruolo educativo importantissimo e dovrebbe favorire, non reprimere la potenza espressiva dei ragazzi, potenziali scrittori, poeti, fosse anche in ambiti ristretti, circoscritti.

    bellissimo racconto.
  • Anonimo il 06/04/2009 12:12
    Scusa ma perchè non si è buttata la maestra...
    Piaciuto
    Ciao
    Lara
  • Riccardo Brumana il 06/04/2009 01:55
    a parte il finale melodrammatico
    ho adorato questo tuo racconto.
    quente volte anche qui riceviamo commenti da gente che non sa capire quel che legge... e lo etichetta con incomprensibile, banale, brutto...
    io trovo incomprensibile che gente banale giudichi brutto ciò che non capisce e anichè aprire i propri orizzonti ci ciela dierto una cattedra che nemmeno gli spetta.
    complimenti.
  • francesco ganci il 05/04/2009 22:47
    È semplicemente fantastico! Bravo. Cosimo

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