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A partire da te

Un grande cielo, un semplice filo d erba, che implora acqua per sopravvivere alla siccità del suo cuore. Ed una risposta inattesa, che lo delude:

Bevi del tuo pianto!
Ma nel proferir del cielo non vi è improvvisata parola, il senso profondo appare a chi nel suo dir le labbra vorrà inumidir.

Entra a far parte delle parole, leggi tra le righe e disseta la tua sete, non esistono verità che non ti appartengano già.

Il mio pensiero.


________________________________________________

In piedi!

Disse il cielo al filo d'erba.

E il filo d'erba che era senz'acqua ormai da giorni, alzò un poco il capo, dicendo:

Ho sete, tu sei cielo dammi l'acqua, e ti farò vedere come mi alzerò in piedi in fretta.


In piedi!

Ripeté il cielo.

Tu non devi attendere l'acqua dal cielo, hai radici prendila dalla tua terra.

E il filo d'erba stanco e debole con voce flebile disse:


Ma che dici se non piove da giorni, che acqua prendo dalla terra.


Bevi del tuo pianto.

Disse il cielo senza sarcasmo.

E il filo demoralizzato, rispose:

Ho già bevuto sappi, e delle lacrime versate potrei dissetare il mondo intero.
Cielo, ti pensavo dalla parte dei fili d'erba, da te il sole che ci fa belli, da te l'acqua che ci disseta, e tu ora mi dici di bere delle mie lacrime e del mio dolore, ti trovo malvagio.

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3 commenti:

  • elenio pallini il 31/01/2007 04:09
    un bell'inizio, una bella favola con tanto di morale.. io avrei però tagliato la parte che indicizza l'uomo perché è comunque palese il tuo riferimento.. il senso ottimale del precedente commento invece a me appare un po' freddo mentre percepisco tutto il senso di una vita dalle tue parole.. grazie
  • Cleonice Parisi il 30/11/2006 15:59
    Grazie Ariberto scrivi e senti in modo ottimale ciò che tento di esprimere.
  • Ariberto Terragni il 25/11/2006 15:46
    La tua scrittura è tutta da scoprire, non era (e probabilmente non è il mio genere, ma tra le righe anche di "A partire da te" avverto profonda la necessità del contatto con la natura arcadica, la leggerezza, la levità con cui i concetti si palesano mostrano non soltanto una sensibilità eccezionale, ma anche un'attenta e puntuale osservazione dei fenomeni.

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