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Memorie di un mostro - Parte I

Castello di Ludlow, Marche del Galles
17 Agosto 1525

Il mio nome è Maria e ho nove anni.
È passata una settimana da quando ho lasciato Londra per venire qui, a casa mia, la mia vera casa, la residenza della Principessa del Galles.
Questo diario mi è stato donato da mia madre, la regina, il giorno della mia partenza. Amo le sue pagine ruvide, l’odore della pelle nuova della copertina, i decori del grosso segnalibro.
- Scrivi tutto quello che ti passa in mente – mi ha detto la mamma, porgendomelo – Scrivi ed io saprò cosa pensi.
Mi si è poi inginocchiata dinanzi e mi ha stretta forte. – Ci vedremo presto? – le ho chiesto e lei ha annuito, con le lacrime agli occhi.
- Ora va’, niña! – ha sorriso e mi ha baciato la fronte. Io le ho rivolto un inchino e ho stretto la mano di mio padre. È stato lui a decidere di mandarmi qui…
Mi mancano i miei genitori, vorrei sapere come stanno e se, a volte, parlano di me.
Anzi, vorrei sapere se parlano. Punto.
Mia madre è sempre tanto triste…






Eltham Palace, Londra
26 Dicembre 1526


Mio padre mi ha permesso di tornare a palazzo per le festività natalizie, resterò a Londra fino alla Dodicesima Notte.
A corte si mangia, si beve e si danza senza sosta. I masques sono molto divertenti e posso restare sveglia fino a tardi.
Ieri ho assistito alla messa dal palco reale, seduta tra i miei genitori.
Mia madre sgranava passivamente il rosario, fissando un punto indefinito e sussurrando una preghiera diversa da quella che il cardinale Wolsey sbraitava dall’altare. Il cardinale non sopporta la sua regina, ma l’antipatia è reciproca, per cui non c’è alcun problema.
Mio padre, invece, si guardava intorno alla ricerca di qualcosa o, forse, di qualcuno. Ad un certo punto, ha sorriso e fatto un gesto con la mano: aveva trovato ciò che cercava.
A pranzo, mi hanno fatta sedere al tavolo dei bambini, ma vedevo tutto ciò che accadeva al tavolo del re. I miei genitori sedevano vicini. Mia madre ha allungato la mano verso mio padre, sorridente, ma lui l’ha allontanata e si è voltato verso lady Anna, dama della mamma, che sedeva alla sua sinistra. Si sono fissati a lungo e poi hanno riso.

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5 commenti:

  • Rita Cancedda il 03/01/2012 11:35
    Sì, Ramona, hai perfettamente ragione. Credo di essere io quella che non sa più ragionare come una bambina... Comunque, ti ringrazio!
  • *Sunflower* il 29/12/2011 20:25
    bello però forse maria parla e ragiona un po' troppo come una ragazza più grande
  • Alberto Veronese il 18/04/2009 08:13
    bello sì. complimenti.
  • Rita Cancedda il 14/04/2009 18:22
    Grazie!
  • Anonimo il 14/04/2009 16:53
    brava

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