Nel buio della notte, illuminata dalle sole stelle amiche, correva a perdifiato, veloce... veloce... sempre pù veloce.
Non sarebbe servito a nulla, il buio avrebbe ingoiato l'ultimo spiraglio di luce.
Ancora non lo sapeva, la speranza era immensa. L'energia scorreva in lei, la si percepiva ad ogni movimento, ad ogni contrazione muscolare, vibrava come le corde di cento violini intonanti la musica celestiale della vita. Lei si fidava di lui, lo sosteneva e lo accudiva fin dalla notte dei tempi... sarebbe stato proprio lui ad ucciderla.
Ormai giunta quasi a destinazione, il cuore gonfio difelicità, felicità timorosa di uscire allo scoperto, tanta la paura di crederla falsa ed ingannevole, correva... correva... pronta a donargli quel poco che rimaneva di tutto il suo essere.
Nel buio della notte, illuminata dalle sole stelle amiche, lo guardò per la prima volta.
Cosa avevano mai i suoi occhi?
Perchè la guardava a que modo?
La dolcezza, la tenerezza, la complicità, quella meravigliosa intesa magica aveva lasciato il posto alla più atroce indifferenza.
Lui si voltò e sparì, inghiottito dalla notte cupa e tetra.
Sola, le stelle non c'erano più, anche l'ultimo spiraglio di luce era volato via... e di colpo arrivarono loro... stanchezza, rabbia, rancore, tristezza, dolore.
Tentò ancora qualche passo, ma cadde rovinosamente a terra, sfinita proprio dalla persona a cui aveva donato l'intera sua esistenza.
Non si rialzò più, questa volta non ce l'avrebbe fatta. Non aveva più forze, non c'era più energia, non v'era più nulla da elargire.
Lui l'aveva completamente prosciugata, ignaro, povero stupido che avrebbe tirato l'ultimo sospiro senza di lei...
... e l'Uomo perì, rimpiangendo amaramente la sua adorata Acqua.