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MMetropolitana

Io, in quanto tale, uso per andare a lavorare la metropolitana.
So, perché me l’hanno detto, che in Inghilterra e in tutti i paesi dove l’Inglese la fa da padrone, che questa si chiama underground, o giù di li, che in breve vuol dire sottoterra, che mi sembra appropriato e semplice per definire il dove, ma alquanto vago per definire il come.
Qui, come dicevo, dove lavoro io, la stessa si chiama metropolitana che dev’essere una parola che viene fori dal latino o dal greco antico, lingue morte e seppellite.
C’è da dire che l’inglese invece vive e vegeta (buon per lui) e spadroneggia pure, tanto che ormai lo si parla in tutto il mondo. Così mi dicono.
C’è da dire che su questa metropolitana, che in fin dei conti è un po’ treno e un po’ autobus (solo che va sottoterra), non sono quasi mai da solo. Anzi, a pensarci bene proprio mai.
Se poi ci salgo negli orari giusti, che mi hanno detto essere di punta (chissa che punta?), ci salgo proprio a pelo, che se non sto attento lascio qualche pezzo fuori dalla porta che si chiude.
Sulle porte della metropolitana ci hanno fatto anche un film, ma questa è un’altra storia. Comunque le suddette porte non sono come quelle di casa che si aprono e si chiudono sui cardini, ma vanno qua e la sui binari, e prima che ghigliottinino qualcuno di solito fanno un suono di sirena. Io, in quanto me, mi diverto proprio un sacco a salire mentre suona la sirena, e i pistoni delle porte soffiano, perchè mi viene da pensare: “pensa se rimanevo fuori”. E questa è un po’ la trama del film di cui si è detto.
Salire quando suona la sirena si può fare solo se non è orario di punta perché si necessita di un certo slancio e di un po’ di spazio per frenare, che se è pieno di gente viene fuori un frittatone, e a qualcuno potrebbe non piacere. Nemmeno a me a pensarci bene.
Comunque io, qua, mi diverto anche così.
Quando si esce dalla metropolitana, spesse volte si chiede permesso, e spesse volte si spinge un po’, ma nessuno se ne ha a male, tanto spingono tutti. Bisogna stare attenti a non spingere i vecchi per chè questi si arrabbiano e qualcosa te lo dicono. In genere i vecchi hanno ragione.
Io, in quanto me, sto sempre piuttosto attento, a non spingere i vecchi appunto perché mi hanno detto che in genere hanno ragione e per questo motivo ci sto attento insomma. Non vorrei mai romperne qualcuno.
Quando si scende a me viene sempre un sacco da ridere, ma non lo faccio mai perché uno che ride quando non c’è niente da ridere fa la figura del matto. Comunque mi viene da ridere perchè si sembra tante pecore e pecoroni (questo è dovuto alla democrazia che fa viaggiare sottoterra sia maschi che femmine. Certe femmine tra l’altro! Ma solo ogni tanto.), perché da tutto il treno che è lungo piuttosto, si parte tutti veloci verso una sola porta, neanche ci dovessero tosare.

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8 commenti:

  • Ermete Marrocco il 07/01/2010 01:18
    Spassosissimo.
  • Anonimo il 29/11/2009 21:49
    Logica bacata, dice l'amico qui accanto a me, quella di compiacere tutti per la paura di un commento negativo di ritorno. Errori di ortografia, sintattici e non so più che altro dire. Fa ridere, è vero, ma si ride di chi scrive e non di ciò che c'è scritto. Magari con qualche variazione di tono, il tutto potrebbe migliorare molto. Se poi succedesse anche qualcosa, sarebbe veramente fantastico, non trovi?
    Cordialmente
  • Aedo il 09/07/2009 13:48
    Il tuo racconto mi è piaciuto veramente: con un tono tra l'ironico e lo scanzonato, riesci a descrivere un'umanità varia, che corre... alla ricerca di cosa? forse di se stessi o del nulla... Bravo!
    Ignazio
  • Anonimo il 02/07/2009 20:31
    piaciutissimo anche questo.. mi piace l'andatura del racconto, il modo di narrare come se uno scrive per caso e invece a caso non è... si sente la mano esperta.

    e meno male che c'eri nella metro, che se stavi chiuso fuori era un altro racconto
    sliding doors
  • Rocco Burtone il 27/06/2009 16:31
    Bello. Merita un dieci.
  • Ivan Bui il 21/06/2009 17:46
    ... anch'io ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa di diverso, una passeggiata fuori porta. Non ti avrei riconosciuto, il racconto mi é piaciuto, tornerò a rileggerlo, perchè sono convinto che c'è qualcosa da... scoprire. O no? Ciao.
  • Anonimo il 22/04/2009 18:34
    Bello questo tuo nuovo modo di scrivere... Potrei definirlo... innocente... come scrivono i bambini, ma che esprime profonde verità... Mi sono divertita a leggerlo!
    Salutoniiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    P. S. odio la metro e per fortuna qui da me non esiste...
  • Alberto Veronese il 21/04/2009 08:23
    letto con piacere. complimenti. ciaociao.

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