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La Rete Radiè Resch

Conoscete la Rete Radiè Resch? È una organizzazione laica nella quale credenti e non credenti lavorano a progetti di solidarietà, dall'America Latina, alla Palestina, all'Africa. La motivazione della loro attività non è la beneficenza ma la sete di giustizia. Alcuni esempi: in Guatemala hanno rifornito le donne di telai per la tessitura dopo che i loro erano stati incendiati dalla polizia del regime dittatoriale.


In Palestina hanno costruito case per i palestinesi che avevano visto distrutte le loro e per quelli che abitavano in malsani tuguri. Il nome della Rete è quello di una bambina, Radiè Resch, che appunto aspettava la casa che era in costruzione per la sua famiglia e anticipava nella sua mente il momento in cui avrebbe messo le tendine alle finestre di una vera casa. Morì di polmonite prima che la costruzione fosse ultimata. L'organizzazione si autofinanzia attraverso le quote dei soci che si impegnano a versare ogni mese la somma che ritengono adeguata alle loro possibilità. Questo metodo consente alla Rete di fare progetti a breve e a lungo termine. I soci vengono sempre informati dei bilanci e delle operazioni in atto o progettate. Dalla Rete mi è arrivata questa lettera di Alex Zanotelli. Ci invita a riflettere, a non essere passivi, a diventare parte attiva nella costruzione di una comunità umana pacifica, solidale, giusta.

SOCIETA'CIVILE ORGANIZZATA. DEMOCRAZIA ATTIVA
" Se in Italia l'attuale movimento di base, critico dell'imperante sistema economico, finanziario, militarizzato, vuol fare un passo in avanti dovrà seriamente pensare a come minimamente organizzarsi per poter maggiormante incidere. A questo movimento sono stati dati i nomi più strani: no global, new global, nomi che non rispecchiano la vera natura del movimento. Negli USA taluni vorrebbero chiamare questo movimento living democracy movement (democrazia viva, attiva) Qualcuno suggerisce anche il nome di democrazia planetaria o cittadinanza planetaria. Penso sia fondamentale però ritornare a sottolineare l'importanza della società civile, non quella amorfa, ma quella che tenta faticosamente di organizzarsi in realtà viva. Gruppi, gruppuscoli, comunità di base. cooperative, singole persone... critiche dell'attuale sistema economico-finanziario che tentano di unirsi, di coordinarsi, di fare rete per avere più visibilità, più valenza politica. Riteniamo che i sindacati siano parte integrante di una tale realtà (l'evento Seattle 1999 si è verificato perché le forze sindacali americane si unirono insieme al movimento di base presente negli USA). I sindacati sono forze sociali e quindi parte integranti della società civile. Ma riteniamo anche che le comunità di base, i gruppi cristiani o di altra ispirazione religiosa, critici del sistema, facciano parte della società civile organizzata. Le Chiese e le espressioni religiose, in quanto coscienza critica della realtà. sono parte integrante della società civile organizzata. Riteniamo invece che i partiti non fanno parte di questa società civile organizzata. Sembrerebbe che l'Italia sia il solo paese dove i partiti siano parte della società civile. Spesso qui da noi i partiti utilizzano associazioni, forum o altro per camuffarsicome società civile. Questo non vuol dire che uno non possa essere membro attivo di un partito politico. Quello che rifiutiamo è che i partiti utilizzino la società civile per perseguire i propri scopi. Questa società civile organizzata deve diventare un soggetto politico. Sappiamo che questo è anatema ai partiti ma non abbiamo altra scelta. In un dibattito pubblico D'Alema ha voluto sottolineare che solo i partiti sono soggetti politici. Purtroppo i partiti non fanno più i partiti, sfuggono loro le grandi decisioni politiche (sono diventati subserventi ai poteri economico-finanziari. Oggi i partiti hanno bisogno di una società civile organizzata che fa politica, quella con la P maiuscola, per forzarli a ritornare a far politica vera, alla grande. Questa società civile organizzata dovrà poi perseguire obiettivi politici concreti come la scelta dell'energia solare e il rifiuto dell'energia atomica... Riteniamo che tutto questo potrebbe ridursi a belle parole se non riusciamo a trovare una via che permetta alla società civile organizzata di esprimersi attraverso suoi rappresentanti che tutti riconoscono come tali. Non è più sufficiente il farlo attraverso marce, manifestazioni o altro. Anche se tutto questo rimane importante. C'è oggi bisogno di identificare persone che siano l'espressione di questa società. Persone provate e stimate da tutti che possano parlare con competenza nel loro campo. Persone che non sono alla ricerca di se stesse o di carriere politiche o di tornaconto personale, ma unicamente interessate al bene comune. È importante trovare delle strade per identificare tali persone che abbiano l'avallo di tutti. Per perseguire questi obbiettivi la società civile organizzata dovrà fare una scelta chiara: la nonviolenza attiva gandhiana. Sitratta di rimettere in piedi cittadini che perseguano con tenacia e furbizia i loro diritti e la loro dignità, ma che rifiutano il ciclo della violenza. Questa scelta è un aspetto fondamentale del processo di crescita civile e umana. Il sistema è oggi radicalmente violento e solo la nonviolenza potrà creare una civiltà nonviolenta. Questo ci obbliga oggi a dover lasciare quei compagni di viaggio che non accettano la nonviolenza come base di ogni azione sociale e politica. Tutto questo richiede una vera e propria rivoluzione umanista: deve portare alla nascita dell'uomo planetario come diceva Balducci o dell'uomo nuovo direbbe Paolo di Tarso. Ecco perché la dimensione culturale di tutto questo è estremamente importante. La società civile organizzata nascerà da un profondo risveglio culturalee il suo lavoro più immediato sarà quello culturale. È interessante che questa sottolineatura ci venga proprio dagli USA dove questo è particolarmente sentito. Il nordamericano David Korten ci ricorda che "nella società civile la sfera culturale è la realtà più importante ed è il risultato di una vita comunitaria attiva costruita da persone libere e cretive. Tale cultura è centrata sulla Vita e promuove la Vita. I suoi valori e i suoi simboli servono come fondamento su cui i membri della società creano le loro istituzioni economiche-politiche: I valori vitali di culture autentiche portano naturalmente alla creazione di strutture politiche veramente democratiche basate su un profondo impegno per un'aperta, attiva partecipazione politica" Questi valori portano alla costruzione di economie di mercato alternative, composte di aziende locali che offrono la possibilità di una vita decorosa per tutti. Questo dà alla società la possibilità di autorganizzarsi sulla falsariga di tutti i sistemi viventi e di massimizzare il potenziale creativo di ogni persona a servizio della vita. L'importanza di questo aspetto culturale lo si capisce se comprendiamo che l'attuale sistema economico-finanziario è costruito sul fondamento di miticulturali. Se si aiuta la gente a capire che questi miti sono falsi il sistema crolla. Lo svuotamento di questi miti diventa quindi una potente strategia per minare il sistema. Non si tratta altro che di far risuonare verità cariche di una sapienza che è nel cuore di ogni uomo. La vita è più importante dei soldi, la vita è la fonte della vera ricchezza, distruggere la vita per far soldi è una patologia sociale. È questa nuova cultura che permetterà un cambiamento radicale del sistema. "È bello vivere in questo momento storico in cui assistiamo auna nuova presa di coscienza della sacralità della vita stessa, nel suolo, nell'aria, nell'acqua, nei nostri fratelli... La gente è stanca di essere costretta a combattersi quando nel mondo c'è già così tanta sofferenza... La gente oggi è pronta a mettersi insieme, a fare rete per incrementare la vita che ci accomuna tutti" afferma una delle anime del movimento negli USA, Joanna Macy. "Però nuove reti lillipuziane e nuove vie di produzione e distribuzione non sono sufficienti per la Grande Svolta. Si affievoliranno e moriranno se non sono radicati in valori forti, chi siamo, chi vogliamo essere, come ci realizziamo l'un l'altro e in contatto con l'ambiente. Questo significa un salto di qualità nella presa di coscienza che sta avvenendo molto rapidamente. Questa è una rivoluzione spirituale che dovrà dare vita a percezioni e valori che sono molto nuovi e molto antichi, radicati nella speranza ancestrale"

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2 commenti:

  • Franca Maria Bagnoli il 10/12/2006 18:50
    Qualche volta è vero, purtroppo. Grazie. Franca.
  • michele marra il 10/12/2006 12:14
    Francesco Petrarca (bio): È privilegio esclusivo dei medici uccidere un uomo e restare impuniti.

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