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L'ospedale maledetto Prima Parte.

Primo giorno.
“Finalmente ci siamo riusciti. Sono serviti due mesi buoni per ottenere le autorizzazioni necessarie ma ce l’abbiamo fatta. Sono le otto e quindici della mattina e siamo appena partiti da Ferrara. Il tempo non è certo dei migliori. Il cielo è coperto e, come già anticipato ieri dal meteo in televisione, quelle nubi dense e grigiastre si stanno preparando a scaricare un bel po’ d’acqua sulle nostre teste. Da un lato posso dire che la cosa è anche eccitante se viene legata al motivo del nostro viaggio, chiamiamolo così. In fondo pioggia e temporale contribuiscono a creare quel clima che può dirsi necessario per cose di questo genere e di certo conferiscono a me ed ai miei amici l’atteggiamento e l’eccitazione giusta; inoltre è risaputo che cose del genere hanno più probabilità di accadere se il tempo dà una mano a modo suo. Ma una medaglia, si sa, ha sempre due facce ed una di esse non presenta lati positivi. Spero soltanto che l’edificio sia abbastanza riparato e che la pioggia non danneggi l’attrezzatura, altrimenti il nostro lavoro rischia di essere rallentato se non del tutto vanificato. Passando alle presentazioni, mi chiamo Roberto Dovesi, ho trent’anni e lavoro come assistente alla facoltà di psicologia di Cesena. Non da molto … da quando mi sono laureato e se permettete sorvolo sul voto finale, anche perché non è materia d’interesse in questa sede. In ogni caso mi reputo una persona molto fortunata; io penso che la fortuna costituisca una buona fetta della formazione di un essere umano … il libero arbitrio non sempre si rivela una virtù nelle scelte che facciamo ogni giorno; troppo spesso ci lasciamo trasportare dall’istinto … agiamo senza riflettere ed anche questo può andare bene a volte, ma quando le scelte fatte si scoprono sbagliate io credo sia solo una semplice questione di fortuna o sfortuna. Molti pensano che non esista la fortuna oppure c’è chi pensa che siamo noi stessi a crearcela. Questo non saprei davvero dirlo con esattezza ma nel mio caso posso affermare senza riserve che la fortuna mi ha dato ben più di una mano e mi ha fatto arrivare a questo punto senza avere alcun rimpianto per tutto quello che ho fatto in passato.. rimorsi forse, ma assolutamente nessun rimpianto. Non ho vissuto una vita avventurosa certo ma posso dirmi soddisfatto del percorso che ho seguito finora. Ho fatto scelte, a volte istintive, a volte ponderate ma se non avessi avuto fortuna penso che non sarei stato sempre soddisfatto delle mie scelte … non molte persone possono dire la stessa cosa. Una di queste scelte mi ha portato appunto a scegliere di studiare psicologia.. una materia che tutt’ora sembra fatta apposta per me. Con il tempo, però, ho spostato la mia attenzione in un campo molto vicino.. eppure estremamente distante e sconfinato.
Non so se la parapsicologia faccia a tutti lo stesso effetto ma dire che ne sono rimasto affascinato è un termine molto, troppo riduttivo.
Ho iniziato come un gioco.. un hobby per così dire. Ma alla fine è diventato molto di più... mi ha aperto la mente e non mi sto riferendo a qualcosa del tipo corso di yoga o cambiare la fede.
Per la verità sono sempre stato un tipo che agli occhi degli altri viene brutalmente definito ateo. Che brutta parola, non trovate? In fondo si definisce ateo chi non crede in niente... chi non ha fede... chi non crede in nessun dio. Io non sono così... preferisco definirmi un cattolico non praticante... e che vuole avere più prove per praticare.

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