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Incontro in chat

È cominciato tutto per gioco. Quella sera non avevo sonno e ho voluto provare una nuova chat. Ho usato il mio solito nick "Amante Carismatico". E tu eri lì. "XXXXXXX". Questo era il tuo nick, lo ricordo bene. Abbiamo parlato del più e del meno e mi hai detto che eri di Roma. Lontani, ho pensato. Siamo stati tutta la notte in chat. I nostri discorsi si sono fatti piccanti e ad un certo punto mi hai detto che ti stavi toccando. A dire il vero anch’io ero eccitato. Mi hai dato il tuo cellulare e l’abbiamo fatto al telefono. È stato molto coinvolgente. Sentire la tua voce tremare e il tuo orgasmo travolgerti è stato davvero stupendo. Poi, abbiamo cominciato a scriverci sms. Fino a quando tu hai proposto di venire a Milano. Io non potevo vederti, anche se lo desideravo tanto. Non ero libero, come tu ben sapevi.
Ma la mia donna, per puro dispetto, volle andare in vacanza una settimana da sola. Per "affermare la sua autonomia", diceva. Questa è stata la nostra occasione. Presi una stanza di albergo a Milano e mi misi d’accordo con te. Dovevamo passare un week end insieme. Sei arrivata alle 13 di sabato. Ti ho vista in stazione, ma mi sono nascosto, ero curioso di vederti. Ti ho detto, per telefono, di andare già in albergo. Ti ho raggiunta con un taxi. Avevo con me un mazzo di rose rosse. Ti ho abbracciata. Ti ho guardata negli occhi. E lentamente ti ho spinta sul letto. Le mie labbra hanno incontrato le tue. E la tua bocca si è schiusa, mentre la tua lingua si infilava prepotentemente nella mia bocca. È stato bellissimo sentire la tua lingua intrecciarsi alla mia, mentre le mie mani correvano vogliose sul tuo corpo. Mi hai invitato a spogliarti e lentamente l’ho fatto. Eri nuda, davanti a me, in tutto il tuo splendore di donna. Anch’io ero nudo, mi ero spogliato veloce come un razzo, voglioso di sentire il calore della tua pelle sulla mia. Ti sei girata, porgendomi la schiena. Ed io ho disseminato su di essa innumerevoli baci. Facendo, a volte, guizzare la mia lingua sulla tua pelle. Ti sentivo eccitata. Ti vedevo rabbrividire sotto le mie labbra. Poi mi hai fatto mettere supino e la tua bocca ha cominciato a sua volta a torturarmi. Hai percorso tutto il mio corpo, fino a giungere al mio sesso, duro, vivo e pulsante di desiderio. Ho sentito la tua bocca calda avvolgerlo in un dolcissimo abbraccio... Hai cominciato a succhiarlo, a far guizzare la tua lingua intorno alla punta, gonfia di voglia. Ti ho detto di girarti. Non volevo godere da solo. Mi hai messo il tuo sesso, fradicio di nettare, sulla mia bocca. La mia lingua ha cominciato ad esplorarlo. Mentre tu aprivi le gambe per permettermi di entrare ancora più a fondo. Solcavo le piccole labbra, giravo impazzito intorno al clitoride, a volte lo toccavo direttamente, poi ti penetravo con la lingua, come se fosse un piccolo pene, fino in fondo, come un formichiere affamato infila la sua lingua in un formicaio. Tu ti bagnavi sempre più... e le tue gambe tremavano, convulsamente... segno che l’orgasmo si stava preparando ed era vicino. Sentivo il sapore cambiare, mentre tu godevi ed avveniva quel fenomeno che avviene solo quando una donna gode sul serio che va sotto il nome di "eiaculazione femminile". Mi piaceva darti piacere. Anche tu mi stavi dando tanto piacere. Infatti non tardai molto a godere. Con un grido soffocato, eiaculai nella tua bocca. Non lo togliesti dalla bocca, anzi, aumentasti il tuo succhiare, ingoiando ogni goccia del mio seme. Continuasti a succhiare, decisa a farmi venire una seconda volta, mentre arrivava il tuo orgasmo e tu mi schiacciavi convulsamente il tuo sesso ormai fradicio sulla mia bocca. Assaporai il tuo nettare di donna e continuai a leccarti, come tu facevi con me. Ancora le tue gambe cominciarono a tremare e ancora il mio sesso si gonfiò di voglia nella tua bocca. Era un 69 davvero coi fiocchi! Ancora una volta il tuo orgasmo si presentò puntuale, mentre il mio sesso, grazie alla tua bocca stupenda, lanciava i suoi caldi getti di seme, stavolta sulle tue labbra e sulla tua faccia. Ero sempre duro. Ti feci sdraiare a pancia in su e ti poggiai le caviglie sulle mie spalle. Entrai dentro di te. Era caldo ed accogliente il tuo sesso. Inverosimilmente bagnato. Era un vero lago! Ti frugavo dentro. Sentivo il collo dell’utero urtare contro la punta del mio sesso, ad ogni affondo. Mentre tu mi aiutavi nel movimento dell’amplesso. Eri eccitatissima. Cercavi le mie dita da succhiare, succhiavi le tue. Lo volevi dappertutto! Eri davvero una gran femmina! Eri libera da ogni remora, da ogni tabù. Una vera troia. E come ti dissi in chat, solo un vera troia può dare il vero Piacere ad un uomo, come solo un vero porco può darlo ad una donna. Tutto il resto è compromesso. Non è il massimo del godimento. Nel sesso non ci devono essere limiti, deve essere tutto spontaneo. Ti scopai per una buona mezz’ora. Mentre tu venivi e mi stringevi l’asta del pene con i muscoletti della tua vagina. Venni anch’io e tu intrecciasti i piedi dietro la mia schiena, per bloccarmi e farmi venire dentro di te. Poi ti volli sopra di me, guidandoti per i fianchi fino a godere ancora. Poi mi riposai... mettendomi tra le tue cosce e leccandotela, fino a farti godere, come una matta, per poi scoparti ancora... e ancora... non so quante volte sono entrato in te, quel giorno! So solo che ci ricordammo di mangiare alle dieci di sera! Scopavamo dall’una di pomeriggio, senza mai fermarci! Poi lo facemmo anche la notte, almeno tre volte, poi il giorno dopo... Dovevi partire domenica pomeriggio, ma tu mi dicesti la cosa più bella che un uomo possa sentire: "Concedimi un’altra notte, con te, ti prego. Fammi partire lunedì mattina. Fammi stare in Paradiso ancora una notte!" Non eri mai stata a Milano. Volevo portarti a vedere il Duomo, ma tu non hai voluto. Volevi solo scopare, scopare e scopare. Ed io ti ho resa felice. Hai avuto quello che volevi.

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5 commenti:

  • Giancarlo Stancanelli il 01/07/2009 17:06
    Coomento scemo: io in chat non ho mai rimorchiato mai nemmeno un manichino. Ma forse sono io incapace...
    Commento serio: concordo con i due che mi precedono. Non c'è nulla a parte un esercizio ginnico - piacevole senza dubbio - ma un po' limitato per imbastire un racconto. Un po' più di trama e magari qualche metafora non sarebbero guastate.
    E poi ripeto ciò che ho già detto sull'altro tuo racconto: troppi aggettivi possessivi. Racconti in prima persona e non ce n'è bisogno.
  • Anonimo il 11/06/2009 23:18
    condivido il parere di Cate, la storia è asfittica, non c'è emozione, solo autocompiacimento, una marea di luoghi comuni da fumetto hard. Non c'è traccia di erotismo, tutto svelato.
    Niente di personale, sia chiaro
  • Anonimo il 11/06/2009 21:41
    errata corrige: infiocchettare.
  • Anonimo il 11/06/2009 21:26
    Cronaca di una scopata... Scusa ma, secondo me, manca l'emozione in questo tuo modo di raccontare... Perchè, ok è solo sesso, però un minimo di fantasia narrativa (chiamiamola così...) ci poteva stare, insomma "infiochettarla" un po' questa storia e renderla meno sintetica e plastica... È solo il mio modestissimo punto di vista non sentirti offeso.
    Alla prossima.
  • Anonimo il 11/06/2009 17:28
    lettura piaciuta

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