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Sulla spiaggia...

Era una notte d'estate, calda ma con una lieve brezzolina che increspava appena il mare, la spiaggia che si affacciava sul golfo di Genova appariva deserta, al largo le lampare che pescavano le acciughe disegnavano una lunga linea di punti luminosi sull'orizzonte illuminato da una splendida luna piena d'Agosto.
In effetti la spiaggia non era deserta, in riva al mare, coperte di abiti scuri, due persone sedevano vicine proprio dove la lunga strada d'argento costruita dalla luna iniziava il suo corso; le loro teste erano accostate, bisbigliavano come se stessero confidandosi dei segreti, ma sulla spiaggia c'erano solo loro, sicuramente erano intimiditi dalla sacralità della bellezza della natura.
Si erano conosciuti il giorno prima, al bar dei bagni, lui di età quasi matura, appena tornato dal lavoro, si rilassava bevendosi un aperitivo al bar, lei più giovane, una moretta tutto pepe, rallegrava l'ambiente solo con la sua presenza. Lei lo urtò e gli fece rovesciare il Campari soda sulla camicia bianca, lui rimase bloccato, era una di quelle situazioni in cui non sapeva sbrigarsela; lei tutta umiliata prese un tovagliolino per pulirlo, allargando la macchia rossastra. Volarono scuse e sorrisetti ironici, con la scusa del caldo lui si levò la camicia e lei volle almeno pagargli da bere, si sedettero all'aperto, guardando il mare.
Lei continuava a profondersi in scuse, lui la guardava sottecchi, era proprio carina! Continuarono a chiacchierare e decisero di andare a mangiare una pizza insieme: lui viveva solo, lei era finita lì per caso, viaggiava in macchina lungo le Riviere, si era fermata per la notte, il luogo le era piaciuto, soggiornava ormai da qualche giorno. Parlarono di molti argomenti, lei si scaldava per tutto, era una donna di principì, lui cercava di non contrariarla, sembrava una bambolina, aveva voglia di coccolarla. Parlarono anche di pesca, lui le disse che la sera dopo sarebbe andato a pescare sulla spiaggia, lei disse ridendo che non aveva mai pescato e si propose come assistente. Lui accettò ridendo, si diedero appuntamento.
Ora erano lì, seduti vicinissimi, spalla contro spalla, le teste accostate, si raccontavano la loro vita sentimentale: lui era solo, separato, timoroso di altri legami, lei aveva un amico, forse un compagno, che doveva incontrare tra qualche giorno a Bordighera. Le due canne da fondo erano piazzate davanti a loro, con un campanellino sul cimino per segnalare la minima abboccata. Lei aveva dimostrato di non essere schifiltosa, aveva voluto innescare l'amo da sola e si era anche interessata alla montatura a piombo scorrevole. Il tempo scorreva e loro non se ne accorgevano, il giorno prima non si conoscevano ed ora quasi stavano abbracciati.
Ad un tratto la canna di lei scampanellò due o tre volte, un pesce aveva di certo abboccato! Volle ricuperarlo lei stessa, la canna era piegata quasi in due, il pesce tirava, era grosso, lui le saltellava intorno, cercava di darle consigli, la spronava, la frizione strideva e la canna s'incurvava sempre di più, c'era rischio di rompere il nylon e lui le suggerì di indietreggiare pian piano. Lui le stava di dietro, la incitava a tenere sempre la canna in tensione, lui era pronto a sostituirla per recuperare il pesce. Finalmente arrivò, era una grossa anguilla, appena giunta sulla spiaggia la resistenza dell'acqua finì e la donna cadde all'indietro, ridendo di gioia, con la canna in mano. Lo travolse e lui le fece da cuscino, si contorsero per districarsi, la bocca di lei si trovò vicino a quella di lui, fu un attimo, le due bocche si cercarono, s'incontrarono e si sigillarono in un lungo bacio covato per tutta la sera.

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2 commenti:

  • Anonimo il 20/12/2011 19:50
    Complimenti! davvero entusiasmante...
  • Angel Bruna il 13/11/2011 19:36
    mi è piaciuto molto!

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