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Il ladro

“Eccola là… è quello. ”
Il poliziotto rincorse il ladro, ma subito capì che non ce l’avrebbe fatta, troppo veloce. Allora soffiò nel fischietto. Un ragazzo, avvedutosi di quanto stava accadendo si mise anch’egli all’inseguimento seguito da altri. Dopo pochi minuti la scena era di un tizio che fuggiva e un drappello che andava via via aumentando. Anche il poliziotto continuò la corsa rallentando notevolmente.
“Che mestiere di… avessi dato retta a mio padre adesso farei il cuoco… mah! ”
La folla raggiunse il ladruncolo e meno male che subito dopo arrivò trafelato l’agente, perché la situazione stava per degenerare con calci e pugni.
“Bastardo, tornatene dalle tue parti… ladri, siete tutti uguali… non se ne può più…” e via dicendo.
“Silenzio! - gridò l’agente – allora, chi l’ha preso? ”
Una decina di mani di sollevarono.
“Ok, diciamo che sei stato tu. Dammi le tue generalità. ”
“Mi chiamo Kobla Bedel e abito qui, a Nairobi. ”
“E tu ragazzo, chi sei? ”
“Io chiamare Bepi Cancian e venire di Italia…”
“Ma benedetto figliolo, non potevi startene a casa tua? ”
“Io venire qui per lavoro ma no trovato e io costreto a rubare. Dispiace tanto. ”

 

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5 commenti:

  • Marcello Piquè il 29/03/2013 09:10
    se ci volevi far riflettere ci sei riuscito, bravo
  • Anonimo il 17/07/2009 09:53
    Educativo
  • Anonimo il 27/06/2009 13:25
    coi tempi che corrono magari si capovolgono le situazioni. piaciuto
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 26/06/2009 16:55
    il racconto scorre bene. Piacute le ultime battute che per come le hai scritte indicano la difficoltà della lingua, come succede qui, per uno straniero. Semplice verità di un mondo che va male!
  • Anonimo il 25/06/2009 23:40
    piaciuto aiuta a riflettere

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