accedi   |   crea nuovo account

Storia di una vita passata

Ogni volta che ascoltava musica classica le veniva da piangere, se chiudeva gli occhi si alzava e cominciava a improvvisare balletti classici, sebbene non avesse mai seguito corsi di danza.
Ad ogni movimento sfiorava i suoi ricordi, e l’aria li perforava, facendo uscire uno strano odore di infanzia passata, urla di bambini, e voci di sorelle che la svegliavano alle sedici del pomeriggio, poi note violente rompevano l’equilibrio, ed ecco che l’aria perforava altri ricordi, questa volta usciva l’odore che si sentiva all’ingresso della vecchia scuola Media, non molto, e ora, ora ecco arrivare il primo giorno di superiori, trasportati da tutti gli studenti stufi della solita routine, con le gambe tremanti. Il movimento si faceva più chiuso ora, e tanta voglia di gridare al mondo che quello era il suo
giorno. Poi, un altro movimento veloce, e allora usciva odore di macchina nuova, diciotto anni, la patente, poi la maturità, movimenti veloci ora, la prima lezione universitaria… La musica si spegneva. Lei accasciata in un angolo si alzava e se ne andava.
Giò, stanca di questo mondo, ventitreenne sicura di se, voleva essere diversa da tutti e poter camminare su un filo di lana ogni qual volta le sarebbe piaciuto farlo.
Viveva da sola in un piccolo appartamento per studenti universitari, se n’era andata di casa appena cominciata l’università, proponendola come scusa per andarsene via, per essere autonoma una volta per tutte. Lavorava la sera, in una piccola pizzeria in città chiamata: “Pizzeria Luna”, il mattino andava a lezione e il pomeriggio studiava, e i giorni che non doveva andare a lezione ne approfittava per sistemare casa e rilassarsi un po’. Non aveva tempo per conoscere i suoi vicini!
Questa mattina, Giò, si era svegliata con uno strano presentimento, sapeva che per qualche reazione chimica avvenuta dentro di se, quel giorno sarebbe successo qualcosa di sconvolgente. Solo quando alzò la cornetta del telefono squillante poté capire.
“Giò devi venire subito qui, non posso spiegarti ora, ti prego fai presto! ”
Era la sua sorella maggiore e chiamava dalla casa dei suoi genitori, la linea telefonica si interruppe
immediatamente, perciò lei non poté ribattere, e con il cuore in gola si affrettò a vestirsi.

 

0
4 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

4 commenti:

  • Martina Di Toro il 07/04/2013 13:43
    All'inizio il testo molto misterioso, ero curiosa di leggere come finiva... Sia l'inizio che la fine sono scritti veramente bene! Mi hai lasciato a bocca aperta per quello che hai scritto, veramente bello!
  • Anonimo il 21/08/2009 10:58
    ... e poi?
    Bello. Introspezione ben riuscita.
  • Len Hart il 17/07/2009 10:26
    piaciuto
  • Anonimo il 28/06/2009 23:36
    ben scritto molto bello letto con piacere

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0