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A casa tua

È da tanto che volevo venire a casa tua, ma tu mi hai sempre detto che a casa tua non fai salire nessun uomo.
Ieri, finalmente, mi hai fatto felice.
Ci siamo visti in un bar, a due passi da casa tua. Abbiamo parlato del più e del meno, sorseggiando una granita. Tu hai notato il mio desiderio nel mio sguardo. Il tavolino ha nascosto alla tua vista ben altri effetti, più animaleschi, che lo starti vicino aveva su di me. Con la promessa di trattenermi solo dieci minuti, sono riuscito a convincerti a farmi salire da te. Mi hai fatto vedere la tua casa, ma io guardavo solo te. Ti divoravo con gli occhi. Mi sono avvicinato a te e ti ho sfiorato il viso con una carezza, leggera, timida. Tu non hai reagito. Ti ho dato un bacio sui capelli. Poi ho cercato il tuo collo e l’ho ricoperto di tanti baci, leggeri, veloci, quasi come se tu dormissi e avessi paura di svegliarti. Finalmente ti ho sentita eccitata. I miei baci sono diventati più arditi. Ho cercato la tua bocca. Le mie labbra hanno incontrato le tue e la mia lingua si è avvinghiata alla tua. Le mie mani si sono insinuate sotto i tuoi vestiti ed hanno percorso, freneticamente, ogni millimetro della tua pelle. Le mie dita curiose, sono arrivate al tuo sesso e l’hanno trovato aperto e rorido, come un fiore al primo sole. Ti sei adagiata sul letto e mi hai invitato a raggiungerti. Ho finito di spogliarti e mi sono tuffato tra le tue cosce. Ho letteralmente divorato il tuo succoso frutto che nascondi tra le gambe! Hai avuto il tuo primo orgasmo, in pochi minuti. Poi, mentre ancora tremavi per il piacere appena provato, ti ho fatta mia. Con le tue gambe sulle mie spalle, sono entrato completamente in te. Sentirti dentro è stato bellissimo. Eri calda, avvolgente, incredibilmente bagnata. Ho voluto gustarti a lungo. Sono rimasto dentro di te anche dopo il tuo secondo orgasmo, godendo delle contrazioni del tuo sesso sul mio. Poi ti ho riempita. Sono venuto dentro di te, mentre tu mi stringevi tra le gambe, quasi a bloccarmi in una morsa. Ti piaceva sentire il mio caldo seme inondarti profondametne. Ho visto che godevi tanto. Poi hai voluto prenderti la rivincita. E la tua bocca mi ha fatto letteralmente impazzire. Ma io ho risposto alla tua sfida e la mia lingua ti ha ancora portata all’apice del godimento. Abbiamo continuato queste sfide per l’intero pomeriggio. È stato bellissimo per entrambi. Per fortuna ti sei decisa a farmi salire da te, altrimenti avremmo perso tanto tutti e due. Sicuramente verrò ancora a trovarti…

 

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3 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 04/07/2009 08:35
    Io penso che di D'annunzio... ci sia tanto... almeno come stile di vita... nel Piacere...
    Una buona prosa... che scorre in Amore passionale-erotico... sul corpo di un foglio bianco...
    Se ti ha fatto salire... conoscendoti... come ti conosciamo noi sul Sito... penso che.. sapesse... a quello che andava incontro...
    spero che ci sia... un bel seguito... nei vostri incontri...
  • Anonimo il 01/07/2009 13:26
    se i tuoi raccontio sono autobiografici, direi che hai in mente solo una cosa.. qualora non lo fossero, visto che comunque a scrivere sei capace, ogni tanto cambierei soggetto
  • Giancarlo Stancanelli il 01/07/2009 10:05
    Mi pare che di D'annunzio ci sia ben poco... ^_^
    Ma non è male comunque. Solo ci sono troppi possessivi. Se racconti in prima persona non ha bisogno di specificare "miei" baci, o "mie" gambe o "mio" seme. Si capisce lo stesso, e rendi la lettura più leggera.

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