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Una storia nella stanza buia

“Non farmi attendere oltre, per favore... fai quello per cui sei venuto. ”

Le corde stringono i polsi da parecchi minuti ed hanno sortito un tremendo effetto di doloroso indolenzimento e fastidioso formicolìo alla carne.
Ma non va meglio nemmeno alle caviglie, incrociate ed imprigionate anch’esse da robuste corregge di cuoio. Pur avendo i calzini a parziale protezione della pelle, il dolore si fa sentire bene anche in quel punto e rende difficile formulare un pensiero moderatamente impegnato. Non che ve ne sia più un gran bisogno, ormai. E certamente, non è la prima cosa che si cerca di fare quando si è ben legati ad una sedia di legno di ciliegio europeo, davvero troppo forte per sperare lontanamente che si rompa o soltanto si incrini, date le sue ottime proprietà di resistenza.
Legati ed isolati all’interno di una stanza buia... avvolti da tenebre artificiali talmente opprimenti che costituiscono una prigione ancora peggiore della prigione stessa che le contiene e che ospita anche il poveretto, colpevole di qualcosa, anche se non è dato bene saperlo, almeno per il momento.
Si possono soltanto formulare svariate ipotesi, ma probabilmente ci si avvicinerebbe soltanto alla soluzione dell’enigma e forse nemmeno.
Ma va da sé che la maggior parte delle persone che si troverebbero di fronte uno spettacolo del genere o potessero bene immaginarlo nella propria mente, proverebbero pietà incondizionata per la vittima in questione e per la sua sofferenza, che la meriti o non la meriti.
D’altronde, gli elementi sono pochi per formulare un giudizio ben preciso.
Si tratta solo di un uomo dall’aspetto insignificante, nemmeno troppo alto, decorato di abrasioni ed ecchimosi sul volto, possibile prova di un furioso pestaggio.
Potrebbe essere un pedofilo assassino caduto nelle grinfie di un genitore delle sue molte vittime, che da tempo sognava di realizzare la sua personale giustizia per il mostro che lo ha privato di tutto ciò che rappresentava la sua vita.
Si proverebbe ancora pietà, in questo caso? O solo odio cieco e la voglia di trovarsi a sostituire quel padre assetato i vendetta per poter gustare in prima fila le ultime grida di uno schifoso verme?

Ma potrebbe anche essere un ricco uomo d’affari rapito da gente senza scrupoli per ottenere un cospicuo riscatto dai parenti, pena il taglio di un orecchio... di solito si inizia da quello.
Potrebbe essere un uomo colpevole di aver raggiunto una buona stabilità economica, generalmente invidiato da chi appartiene alle classi sociali meno abbienti. Colpevole di soddisfare qualunque capriccio sorga al suo risveglio, assieme al sole. In questo caso si potrebbe comunque essere compassionevoli nei suoi riguardi, per quanto invidiosi di lui. l’essere ricchi non merita la riscossione di un tributo così pesante.

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1 commenti:

  • Fabrizio Carollo il 04/07/2009 18:38
    Per i potenziali lettori di questo racconto, voglio precisare che si tratta del seguito della Stanza buia, da me scritto. Consiglio di leggere prima il precedente. I due racconti non sono proprio collegati ma letti entrambi aiutano a comprendere meglio il personaggio a mio avviso. Grazie.

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