username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Lasciateci Passare

Era tutto pronto.
Nessuno sapeva più chi avesse costruito il Muro, o perché. L'unica cosa certa era che il Muro divideva il mondo. Le zone più vicine al Muro, dal lato dove si trovava Gabriel, si erano sempre più riempite di persone, con il passare implacabile degli anni. Erano sorti piccoli villaggi di baracche, avamposti, rifugi provvisori dove stare in attesa di passare dall'altra parte. Quasi ogni famiglia recava un cartello, sulla porta della sua baracca o per chi non ne aveva una addirittura da portare in mano ovunque si andasse. La frase scritta su questo cartello, nei caratteri più disparati, nei colori più diversi e in calligrafie più o meno leggibili era sempre la stessa:
LASCIATECI PASSARE
Gabriel l'aveva capito da un pezzo, come molti altri: nessuno li avrebbe lasciati passare, e probabilmente nessuno c'era dietro quelle telecamere che a intervalli di due metri sbucavano dal Muro, scrutando con il loro occhio freddo e meccanico i poveri relitti umani che si ammassavano vicino ad esso. Ovviamente passare sopra il Muro era impossibile.
Un sistema di torrette di difesa automatiche, in generale mitragliatori, era progettato per sparare a vista a chiunque si fosse trovato in prossimità del Muro.
Ma Gabriel aveva trovato un modo. Aveva notato l'unica falla dell' altrimenti perfetto sistema che impediva a tutti di raggiungere la salvezza. Si era stupito addirittura che nessuno l'avesse notato prima. Le torrette miravano sempre alla testa. Bastava però un piccolo specchio, applicato davanti al viso a mo' di maschera, per confondere le sentinelle automatiche giusto il tempo necessario, Gabriel sperava, per passare indenne dall'altra parte del Muro. Aveva fatto qualche prova, e aveva calcolato che il tempo necessario alla sentinelle per capire il trucco e reimpostarsi era di circa un minuto e trenta secondi. Ora era tutto pronto.
Con lo specchio sul viso forato all'altezza degli occhi, a distanza di sicurezza, Gabriel appoggiò una lunga scala a pioli al Muro. Poi iniziò a salire. Sempre più gente si ammassava vicino alla scala, tutti volevano essere testimoni dell'impresa, spinti forse dal desiderio morboso di veder morire un'essere umano. Gabriel intanto saliva.
Dopo un minuto esatto era sulla cima del Muro. Gli restavano trenta secondi prima di essere macellato dai colpi delle torrette. Si voltò verso le persone che lo stavano guardando:
“Non provate a passare, vi prego”
Furono le sue ultime parole. Una raffica di colpi lo fece cadere dall'altra parte del muro. Fece ancora in tempo a gettare uno sguardo al paesaggio che gli si era parato davanti in cima al Muro. Persone, villaggi, baracche di lamiera si estendevano a perdita d'occhio. Ognuno portava un cartello.
LASCIATECI PASSARE

 

1
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • Anonimo il 23/07/2009 11:09
    Molto bello. Sentito, sofferto, molto immediato. Bravo.
  • Anonimo il 19/07/2009 19:51
    Ho letto due volte il tuo racconto. Non sento il bisogno di commentare, pero' preferirei non leggere quell'"era tutto pronto" all'inizio.
  • Anonimo il 16/07/2009 00:11
    5 stelle per un racconto ben scritto e piacevole a leggersi

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0