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Si può andare ovunque

Era ancora giugno ma faceva già molto caldo, l’autobus, il 73, che Paolo prendeva tutte le mattine per andare in ufficio non era provvisto di aria condizionata, era ancora uno dei vecchi autobus non ancora dismessi.
Quella era la prima estate che Paolo passava solo, ormai erano sei mesi che Monica era andata via da casa. Erano stati sei mesi molto difficili da affrontare, tornare la sera a casa e non trovar più Monica e decidere insieme cosa mangiare e che film vedere dopo due anni di convivenza non era per niente facile.
Quelle giornate Paolo le passava come se fosse sotto ipnosi, non si accorgeva di nulla, fino a quella mattina.
Apparentemente era una giornata come tutte le altre, afosa, noiosa, da passare il più rapidamente possibile per tornare a casa, mangiare pizza a taglio presa sotto casa e guardare un film in tv.
Invece sarebbe stata la mattina che avrebbe cambiato del tutto la vita di Paolo, e non solo la sua.
Ale, ovvero Alejandra, sentiva un gran caldo, ma era felice perché per la prima volta era a Roma, aveva lasciato tutti i brutti ricordi in Messico, sette anni di matrimonio con Alberto non erano andati come si aspettava, e sperava che la decisione di intraprendere quel viaggio di aver tra le sue mani il suo destino le portasse una nuova vita.
Quel giorno dopo aver preso un po’ di frutta dalla cucina della casa dove aveva affittato una camera, stava aspettando l’autobus per poter finalmente visitare Roma, perdersi tra la gente, vedere un mondo nuovo.
Non immaginava che non solo stava per iniziare a visitare Roma ma la sua vita stava per prendere una svolta, era arrivato l’autobus … il 73.
Paolo stava leggendo il giornale preso alla fermata dell’autobus quando vide avvicinarsi a dove era seduto qualcuno.
Vide degli infradito, le caviglie, che non erano decisamente di un uomo, le ginocchia, dei pantaloncini, una t-shirt e un sorriso, un bel sorriso, già era rimasto colpito dalla persona che aveva davanti, ma arrivato agli occhi fu come stregato.
Furono solo pochi secondi ma a Paolo sembrò passata un ‘eternità quando distolse lo sguardo da quegli occhi.
Gli arrivò un sms sul cellulare ma neanche se ne accorse, la sua mente per la prima volta dopo mesi era distratta, non sentiva più caldo, ad un certo punto si accorse, con stupore perchè gli sembrava d’aver passato tutte le fermate in un attimo, che era giunto davanti l’ufficio, distratto si alzò scese.
Quella sera a casa, si sentiva diverso, diverso dagli ultimi tempi, dentro di se sentiva una strana emozione che non riusciva però a capire, la notte passò facendo dei bei sogni. Ale era abituata al caldo messicano ma come salì sull’autobus capì che sarebbe stata una giornata hot…very hot.
Si fece largo tra la gente, e cercò un posto dove andare a sistemarsi, dove pensare a quella vacanza romana, ai monumenti, ai negozi alla gente che avrebbe visto e soprattutto al desiderio di riuscire a cambiare la sua vita.

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4 commenti:

  • rainalda torresini il 07/09/2010 19:24
    Belle le storie a due. il caso è fondamentale nei tuoi racconti. il caso che intreccia la vita delle persone corrisponde a verità. Ecco un altro soggetto per un corto.
    Bravo! rai
  • claudia checchi il 09/08/2009 22:44
    sarà perchè adoro gli occhi blu... ma lo trovo favoloso... molto bello veramente.. letto con attenzione.. e lo trovo scorrevole...
  • Anonimo il 04/08/2009 14:09
    racconto piacevole. soprattutto nello slittare da un punto di vista all'altro (da quello di Paolo a quello di alejandra a quello di tutti e due) senza stacchi forti nella prosa. In qualche frase mi sono un po' perso, però... comunque il racconto rimane gradevole.
  • Anonimo il 04/08/2009 00:45
    molto bello ben scritto letto con piacere

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