Ho sempre amato gli animali.
In casa mia non sono mai mancati cani, gatti, criceti, cocorite, pesci rossi.
Da circa 10 anni, per vicende varie, ho rinunciato alla loro compagnia. Ho sofferto a lungo per questa decisione, mi è mancato quel loro modo di comunicare fatto di ingenuità e malizia allo stesso tempo, lo scambio di affetto che sempre si genera tra uomo ed animale.
Ultimamente però si è rotta l'armonia tra me e i rappresentanti della fauna in genere. Mi azzardo ad affermare, assumendomene tutte le responsabilità, che quell'amore si è trasformato in odio.
Inutile precisare che ho sempre provato repulsione per topi, pipistrelli, , insetti, serpenti in genere. In questo penso di essere accomunato alla maggioranza degli esseri umani.
Voglio quindi parlare solo quegli animali che, apparentemente carini e simpatici, in realtà sono esseri pericolosi, infidi, subdoli, meschini.
TALPE
Ho sempre avuto una cura maniacale per il mio giardino e, dopo anni di tentativi mal riusciti ho la soddisfazione di avere ottenuto un manto erboso soffice ed omogeneo, un vero piacere per gli occhi ed una giusta ricompensa alle mie fatiche.
All'improvviso la terribile sorpresa, un orribile monticello di terra smossa troneggia nel bel mezzo del mio prato. Breve consulto tra gli esperti in materia e diagnosi infausta, una talpa ha deciso di bivaccare nel mio giardino. La talpa, per i non esperti in zoologia, è quella specie di topo praticamente cieco che, non essendo per giunta neppure intelligente, invece di muoversi sulla tenere erbetta, preferisce scavare lunghe gallerie sotterranee, con grande dispendio di energie da parte sua e molto più grande incazzatura da parte mia per la deturpazione arrecata al mio prato. Cerco di riparare il danno ricompattando la terra ma il risultato non è soddisfacente, l'uniformità del tappeto verde è compromessa. Per contro mi consolo pensando che in pochi giorni l'erbetta ricrescerà, ... il monticello sparirà, e... la pace ritornerà, trallaralleratrallarà.
Invece il giorno dopo trovo un nuovo monticello, e così il successivo e l'altro ancora; sembra che la maledetta bestia abbia deciso di trasformare il mio giardino in una trincea.
Stranamente i monticelli sono uno in fila all'altro e sempre a distanza di 1 metro esatto l'uno dall'altro.
N. B. La scelta, da parte della bestiola, del sistema metrico decimale in sostituzione del cervellotico sistema anglosassone suscita in me una certa simpatia, il calcolo in yards o miles ha sempre comportato nei miei compiti di meccanica il seguente giudizio finale da parte dell'insegnante:
”Svolgimento corretto ma errori di calcolo, voto 4”.
Per fortuna il mio giardino ha dimensioni contenute per cui calcolo che il tredicesimo monticello dovrebbe sorgere nel giardino del mio vicino di casa, il quale ha una spiccata tendenza ad enfatizzare le vicende della vita, infatti quando scopre il fatidico 13esimo monticello sul suo prato mi chiama con voce concitata :
“Vittorio, vieni a vedere, sta sorgendo un vulcano nel mio giardino”
“Se fosse vero potresti entrare nei Guinnes dei primati come possessore il vulcano più basso del mondo. Tranquillo, nessuna catastrofe alle porte, è solo una talpa che una volta al giorno esce a respirare, stai sereno, il tuo giardino è lungo 50 metri, vedrai che la bestiolina si accontenterà di fare 49 bei monticelli nel tuo latifondo e poi trasmigrerà nel giardino accanto”.
Finisce così nella maniera meno cruenta possibile il capitolo talpa. Di certo né io né il mio vicino abbiamo perdonato alla mala bestia il danno arrecatoci e l’abbiamo inserita nella lista nera.
PICCIONI
Sotto il tetto della mia casa fa bella mostra di sé una trave in legno color mogano, è solo un elemento decorativo che però dà un aspetto piacevole al complesso architettonico dell'edificio. Un giorno noto che su di essa sta tranquillamente riposando un piccione. Resto a lungo ad osservarlo, povera bestiola, penso tra me e me, sarà esausta e starà riprendendo fiato per un lungo viaggio appena concluso. La tenerezza nei riguardi dell'animale ha breve durata, se fossi un ornitologo proporrei che ai piccioni venga cambiato il nome con un più appropriato “Cesso Volante”.
Infatti non ho ancora terminato la mia riflessione che una striscia di una sostanza repellente precipita dall'alto. È incredibile quello che esce dall'intestino di questi volatili, macchie biancastre semi solide lordano all'istante la mia bella trave e le tegole della copertura di una pensilina sottostante, il cotto dell'Impruneta oltraggiato senza alcun riguardo. Irritato per lo spettacolo a cui assisto entro in casa e per alcuni giorni evito di controllare l'evolversi della situazione. Il mio è solo un gesto di codardia, ho paura di affrontare la realtà. Infatti quando mi decido a riuscire ed alzare lo sguardo vedo che sulla trave campeggiano ben tre piccioni. Probabilmente il primo volatile ha invitato gli altri con una frase del tipo:
Glu, gluu, gluuu, gluu, glugluglu”
che tradotto nel nostro linguaggio significa :
“Venite con me, ho trovato una latrina stupenda dove possiamo soddisfare i nostri bisogni stando -vicini-vicini-”
La trave ha cambiato colore, inutile che vi spieghi il tipo di colore, lo avrete visto sicuramente, probabilmente passeggiando in una qualsiasi piazza italiana, ve lo sarete trovato spiattellato su una vostra spalla o sul tetto della vostra auto, dicono che fa parte della nostra tradizione per cui ce li dobbiamo tenere.
Personalmente vi posso assicurare che cotti allo spiedo sono deliziosi, ma non voglio iniziare polemiche con gli animalisti.
Sono avvilito e sconfortato, non so come risolvere il problema quando, in TV, in diretta da Wimbledon, vedo Roger Federer, il più grande campione di tennis di tutti i tempi che, al termine di un incontro, naturalmente vinto, lancia una pallina in cima alle gradinate ad almeno 60 metri di distanza centrando in pieno una gigantografia del suo rivale storico Rafael Nadal. Esulto all'idea suggeritami dal grande campione, raccolgo tutte le palle da tennis usate che ho in casa e comincio il tiro al bersaglio. Subito, al primo colpo, prendo in pieno la trave ed i volatili scappano.
Per diversi giorni ad ogni mio lancio, sempre fuori bersaglio, le bestie fuggono starnazzando
N. B. In realtà lo starnzzare è tipico delle oche e delle anitre, il glugluglu dei colombi si chiama tubare; permettetemi di contestare questa scelta, tubare viene intesa come azione di due innamorati che si riempiono di tenerezze ricche di romanticismo, il gluglugluglu a cui mi riferisco io è una specie di macina tritura palle che di romantico non ha assolutamente nulla, quindi ribadisco la legittimità dello “starnazzare”..
Questa sera però mi sento particolarmente in forma, mi coordino come un lanciatore di una squadra di baseball ed esplodo un missile contro le tre bestiacce quasi assopite sulla trave. Le becco in pieno, due cadono al suolo e la terza riesce a malapena ad arrivare sul tetto di fronte. Le due precipitate al suolo sono solo intontite per cui rapidamente riprendono il volo, l’altra le segue a breve lasso di tempo.
La lezione comunque è servita, con mia grande gioia i piccioni non sono più tornati e, probabilmente col passa parola, hanno informato gli amici e le amiche che dalle mie parti tira brutta aria, meglio stare alla larga da quel cafone di umano, manesco e razzista.
TORTORE
Sono uccelli molto simili ai piccioni di cui abbiamo descritto le abitudine nel precedente capitolo; se ne differenziano principalmente per il colore del piumaggio, mentre le penne dei piccioni sono “grigio verdi”, quelle della tortore, sono, strano ma vero, di un esemplare color “tortora”.
Questi uccelli mi sono stati sempre cari da quando ho letto un articolo straziante su di loro: Essi sono uccelli migratori che svernano nel Nord Africa per poi tornare in primavera sulla nostra penisola. Dopo il lungo viaggio di attraversamento del Mediterraneo si buttano per bere sui fiumi della Puglia dove, ahimé, le attendono centinaia di cacciatori che ne fanno strage. Questo particolare è rimasto impresso nella mia mente di bimbo.
Oggi comunque le cose sono cambiate, un po' per il mutamento del clima e molto per una certa loro dose di perspicacia naturale, le tortore hanno deciso che non conviene più migrare, fatica e rischi incalcolabili, hanno concluso che non ne vale assolutamente la pena per cui ora soggiornano tranquillamente sui tetti e sugli alberi delle nostre città.
La vita sedentaria deve averle rammollite perché ora sono grasse e volano con grande riluttanza.
Ora io ho cancellato dalla mia mente gli strazianti ricordi del loro sterminio e quando le ricordo, mi duole dirlo, non provo per loro alcuna simpatia, l’unica immagine che balza alla mia mente è quella dei loro lamenti mattutini.
Alle sei in punto comincia il concerti di:
“Hu Hu, Hu Hu, Hu Hu” per ore questa litania, sempre uguale per tono, frequenza ed intensità rompe il silenzio dell'alba (e... non solo) ed interrompe il mio riposo.
Per giunta, ormai non avendo più nemici sono proliferate a dismisura per cui sono decine forse centinaia le tortore che stazionano su tetti, antenne, grondaie. Impossibile difendersi.
Non mi resta che sperare nella riapertura incondizionata della Caccia.
Ad ogni buon conto io ho preso il patentino per praticare questo Sport.
GATTI
Dopo anni di meticolose osservazioni ho potuto stabilire che piccioni e gatti, hanno, udite udite, lo stesso habitat per... ottemperare alle loro attività fisiologiche. In particolare, quelli del Piemonte (gatti e piccioni intendo) hanno individuato nel mio giardino il luogo più adatto per alleggerirsi di ogni tipo di rifiuto organico.
Il piccione è metodico ed abitudinario per cui ama, come descritto nel capitolo specifico, la trave del mio tetto, i subdoli felini, viceversa, spaziano con metodo e razionalità da un fiore all'altro per irrorarli del loro liquido organico. In realtà la loro urina di organico non ha proprio nulla, se la analizzassimo in laboratorio scopriremmo che questo liquido è acido muriatico puro in quanto distrugge ogni forma di vita.
Vi è anche un aspetto inquietante inerente ai subdoli felini, essi hanno sicuramente un'anima diabolica, sono la reincarnazione del maligno, infatti sanno scoprire, come nessun altro essere, le debolezze umane e le usano per ferire i malcapitati bipedi a loro non graditi.
Sapendo, ad esempio, come amo i fiori del mio giardino hanno deciso di sterminarli con getti del loro “acido muriatico”.
La diabolicità sta nella scelta delle loro vittime, cominciano dai fiori meno nobili, vedi petunie, violette, per poi dedicarsi a quelle sempre più importanti fino ad arrivare alle rose, gardenie, azalee, rododendri.
È una forma di tortura vile e sottile, ogni giorno la ferita prodotta al mio equilibrio nervoso e psichico aumenta, loro mi osservano compiaciuti fino a quando individuano la depressione nel languore del mio sguardo. Ho provato ad usare tutti i deterrenti, vedi liquidi repellenti al loro olfatto ( e conseguentemente profumi celestiali per le mie narici), son ricorso anche alle famose bottiglie di plastica piene d'acqua che spesso vediamo fuori dalle porte delle case di campagna, ma nessun risultato. Una soluzione l'ho trovata, ho invitato un mio amico, un cacciatore vicentino, non so se lo sapete ma dalle loro parti i gatti sono amati tantissimo, ma in salmì od arrosto nel forno con le patate. Mi è ritornato il sorriso.
CANI
Se sui gatti noi umani ci dividiamo tra chi li ama alla follia a chi li detesta cordialmente, sui cani, viceversa, tutti siamo d'accordo nel considerarli tra le migliori creature esistenti, per alcuni sono amici, per altri compagni, per altri ancora addirittura fratelli.
Io sono un eccezione. Ormai guardo quello che, tradizionalmente, viene chiamato l'amico dell'uomo, come un essere sgradevole, fastidioso, stupido, ecc, ecc.
Queste mie parole possono sembrare dettate da cinismo, crudeltà, aridità morale, in realtà sono solo la conseguenza delle angherie che devo sopportare da parte di questa specie animale.
La mia casa, sfortunatamente, è circondata da ville, ovviamente dotate di giardini ed ovviamente considerate ambite prede da parte di ladri, rapinatori e simili. I proprietari per difendere le loro ricchezze usano ogni espediente possibile, dagli antifurti elettronici, agli allertamenti telefonici, alle inferiate alle finestre, alle porte blindate ma, soprattutto, ai cani da guardia e da difesa. Per scoraggiare i male intenzionati ogni villa del quartiere è presidiata da Rottwailer, Pittbull, Mastini napoletani, autentiche belve assetate di sangue. Tutto sommato se si resta fuori dal raggio d'azione di queste bestiacce, cioè non si tenta di entrare nei giardini senza che prima i proprietari abbiano provveduto a chiuderli in recinti sicuri, non si rischia la vita e, tutto sommato, l'unico vero disagio è la possibilità di essere vittima di un infarto ogni volta che si passa davanti a queste abitazioni. Questi cani, per istinto naturale, sono subdoli, hanno nel loro DNA la tecnica dell'agguato, per cui restano nascosti fino all'istante in cui un umano transita nel punto più vicino alle loro fauci, allora si avventano contro le recinzioni digrignando i denti con la bava alla bocca, facendoci chiaramente capire, in maniera fin troppo esplicita, che, se potessero, ci sbranerebbero con somma voluttà.
Sono in genere animali che soffrono di depressione e quando sono giù di corda diventano ancora più feroci per cui i loro padroni, ad evitare di esserne sbranati essi stessi per un raptus improvviso, li accompagnano ad un secondo cane, di solito un meticcio di piccola taglia e di indole più mite. Questi piccoli botoli, solitamente bruttini, si sentono protetti dal compagno forte e crudele per cui tutte le notti noi siamo vittime delle loro rivalse contro la sorte che li ha fatti piccoli, brutti e deboli. Questi mostriciattoli testimoniano la loro nuova condizione sociale facendo la voce grossa con i cani dei vicini. Dopo mesi, anzi anni di canee notturne ho imparato il loro linguaggio, il più piccolo e sgraziato del quartiere, con una voce di tono acuto, apostrofa una specie di spinone con frasi del tipo:
“Bau bau bau... Adesso che c'è il mio amico Tom non fai più lo sbruffone, brutto pirla”
Il falso spinone ribatte:
“Bau, bau, bau... Il mio amico Bob al tuo Tom gli spacca le ossa ed io appena ti becco ti spacco qualcos'altro”
Spesso si intromette un incrocio tra un bassotto ed un cocker che, pensando di sedare la rissa interviene:
“Bau, bau, bau... Branco di sfigati, sapete che se scateno il mio Rottwailer con un sol morso vi stacca quella specie di attributi che avete sotto la coda? ”
Questa uscita, invece di placare la rissa scatena reazioni veementi che si protraggono fino all'alba quando, spossati, completamente rauchi, s'addormentano ritirandosi nelle rispettive cucce.
Noi umani altrettanto spossati dobbiamo viceversa alzarci per presentarci puntualmente al nostro posto di lavoro. Va da sé che ci attende una giornata di emme.
I padroni delle bestie dicono di non sentire niente, le forze dell'ordine non intervengono adducendo problemi di competenza e di importanza.
Ho letto una volta che in una notte uno sconosciuto ha fatto fuori tutti i cani di un quartiere, non ricordo se con un fucile di precisione o con bocconi avvelenati.
Giuro che mi piacerebbe tanto conoscerlo, nella vita c'è sempre qualcosa da imparare.
CONCLUSIONI
Possibile, vi chiederete, che il mio rancore per gli animali mi abbia portato a posizioni di odio così estreme? Possibile che non vi sia una bestiolina capace di intenerire il mio cuore ormai indurito da esperienze tragiche?. Tranquilli, c'è un rappresentante della fauna che suscita in me un amore infinito, ogni volta che lo vedo mi si allarga il cuore. Non sono il solo a provare amorevoli sentimenti per questa nobile creatura, anche una nota ancorché eccentrica poetessa, N. Ukmar, lo ama a tal punto da avergli dedicato uno splendido sonetto di cui cito alcuni versi:
Dodicesimo apostolo del firmamento
umile e gioviale creatura divina
paziente e premuroso maestro d'amore universale
sciogli le mie discussioni inconcludenti
con ferma presa dietro le quinte
affidabile e leale fino alla depravazione
esci candido e innocente dal tuo fangoso recinto
ecc, ecc, ecc.
Privato del titolo capisco che diventa ardua l'identificazione. La Ukmar è specialista nel confondere le idee, riesce come nessuno a travisare lo spirito con la materia, per cui un lettore che non conoscesse l'autrice potrebbe credere che stia parlando di Padre Pio o Santa Teresa di Calcutta..
Invece è solo l'apologia del maiale o se preferite del porco, l'animale che si sacrifica per noi, che ci dona la sua vita, che si trasforma in sublimi gioielli come prosciutti, salami, mortadelle, cotechini, zamponi,... e non ultima la salama da sugo...
Vi basta?